LONDRA – Tennis: l'oro è britannico, Murray supera Federer in finale

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E’ Andy Murray ad aggiudicarsi la medaglia d’oro nel singolare maschile del torneo olimpico di tennis, battendo Roger Federer con il risultato di 2-6, 1-6 e 4-6.

Sicuramente il favorito era Roger Federer, non poteva essere altrimenti dopo la straordinaria vittoria al torneo di Wimbledon di poche settimane fa. Inoltre la superficie veloce e dal rimbalzo basso è quella prediletta dal campione di Basilea. Contro tutte le previsioni però oggi stiamo elogiando il grandissimo match disputato dal britannico Andy Murray, che in tre set è riuscito a vincere la medaglia d’oro delle olimpiadi disputate proprio a casa sua.

Si può dire che questa sia la sua vittoria più importante. Murray, dopo ben quattro finali Slam perse, stava cercando di conquistare qualcosa che consacrasse il proprio talento. Lo ha fatto in una finale a senso unico, con un Federer stanco e meno concentrato del solito, probabilmente provato dalla incredibile semifinale disputata con l’argentino Juan Martin Del Potro, il quale ha vinto la medaglia di bronzo battendo Novak Djokovic per 7-5 e 6-4.

Bisogna anche sottolineare la prova maiuscola di Murray però, che fin dall’inizio dell’incontro ha sciorinato un gran tennis, sempre all’attacco e con una difesa invalicabile quando le circostanze lo richiedevano. Federer non ha potuto nulla contro un avversario che ad ogni tiro centrava le righe, sceglieva sempre la cosa giusta da fare in qualsiasi momento.

Sembrava lo scenario perfetto per lo svizzero, vincere nel tempio dove lui è sicuramente da considerarsi il padrone assoluto. Un po’ di amaro in bocca rimane per questa medaglia d’oro mancata, che avrebbe coronato una carriera straordinaria, senza eguali. Poco male però, perché una medaglia d’oro già l’ha vinta nel doppio nel 2008, e soprattutto perché il Re non si discute. Un fuoriclasse che regala solo con la sua infinita classe uno spettacolo assicurato, anche quando non gioca al massimo.

In un tennis dove dominano forza, resistenza e potenza, lui mette in campo precisione, talento ed eleganza, e forse proprio per questo motivo viene ammirato da tutti gli amanti del tennis. Federer è un atleta internazionale, ovunque si fa il tifo per lui, perché tifare Federer è tifare il tennis. A quasi 31 anni (tra due giorni), ha vinto il suo personalissimo settimo Wimbledon, 17essimo Slam della carriera, ed è tornato numero uno del mondo, mettendosi dietro campioni, di 5 o 6 anni più giovani di lui, come Nadal, Djokovic e Murray.

Federer si meritava la medaglia d’oro? Certo, per la carriera, per il talento, per tutto quello che ha fatto per il tennis. Purtroppo non l’ha vinta. Pazienza, non cambia nulla. Lui è un campione, anzi il campione, dentro e fuori dal campo, come ha dimostrato anche dopo la sconfitta di ieri. Nessuna smorfia, nessuna scenata, nessuna lacrima, solo sinceri complimenti all’avversario e l’orgoglio per la medaglia d’argento.

Ora il Re si riposa e ha deciso di non partecipare al master 1000 di Toronto. Pausa meritata. Lo rivedremo al 1000 di Cincinnati e soprattutto all’ultimo Slam stagionale, gli Us Open di New York. Per il momento rimane là, in vetta alla classifica Atp, per la 291esima settimana, con la sua corona, i 17 Slam conquistati, i record conseguiti e le sue medaglie una d’oro e l’altra d’argento.