GARGNANO – Il sindaco chiede a Enel di pagare l’Imu sulla diga

0

Il pagamento dell’Imu da parte dei cittadini bresciani non ha consentito il risanamento dei bilanci di molti Comuni gardesani: dati certi non sono ancora disponibili, ma è possibile ricorrere a stime approssimative. Desenzano, per esempio, con il pagamento di giugno, ha incassato 5,4 milioni di euro, circa 2 milioni in meno di quanto lo Stato aveva previsto. Non sono migliori le sorti spettate a Sirmione visto che l’amministrazione Mattinzoli ha optato per esentare i cittadini dal pagamento della tassa sulla prima casa, rinunciando così a un introito virtuale di 1 milione e 600 mila euro.

Ammonta a 950 mila, invece, il gettito percepito dal Comune di Padenghe che, incrociando dati catastali, rogiti e dichiarazioni dei redditi, ha già accertato un’evasione di circa 3 milioni di euro su aree edificabili e immobili. Per evadere il fisco e, quindi, evitare il pagamento della nuova tassa, si è diffusa la prassi di intestare la villetta al lago alla moglie, sebbene dimorante nella stessa casa del marito. Inoltre, a seguito dell’aumento delle rendite catastali, sono stati in molti quelli che hanno deciso di mettere in vendita la loro seconda casa sul lago, contribuendo così ad aggravare la crisi che negli ultimi tempi ha colpito il settore immobiliare.

L’agguerrito sindaco di Gargnano Gianfranco Scarpetta continua a battersi affinché anche l’Enel, titolare dello storico impianto idroelettrico della Valvestino, che comprende turbine, dighe, condotte e bacini artificiali, provveda a pagare l’Imu, contribuendo a riempire le casse del municipio. Il primo cittadino sta studiando a fondo la questione, incoraggiato da precedenti simili riguardanti gli impianti idroelettrici della Valcamonica e Valtellina. “La diga – spiega – sarebbe dovuta diventare di proprietà comunale dopo 50 anni dalla sua realizzazione, quindi quest’anno. Però una trentina di anni fa la concessione a Enel fu prorogata dal Governo. Ora vogliamo capire come stanno le cose, se è il caso di stipulare un nuovo contratto e se, perché no, è ipotizzabile ottenere un vantaggio dal punto di vista economico”.

La Corte di Cassazione, dal suo canto, sembra confortare le ragioni di Scarpetta: lo scorso 14 marzo è stata depositata la sentenza n. 4030 nella quale i giudici supremi hanno ritenuto che i parchi eolici, gli impianti idroelettrici e quelli fotovoltaici devono essere censiti nella categoria catastale D1 “opifici” e, pertanto, sono soggetti al pagamento della nuova Imposta Municipale Unica introdotta quest’anno.