DESENZANO – Al Lavagnone una civiltà preistorica di 3500 anni fa

0

Il bacino del Lavagnone, una piccola conca lacustre delimitata dai cordoni morenici di origine glaciale recentemente inserita dall’Unesco nei patrimoni dell’Umanità, dal 1989 è un importante oggetto di ricerca per il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università degli Studi di Milano sotto la direzione del professore Raffaele Carlo De Marinis, titolare della cattedra di Preistoria e protostoria, con la collaborazione del Museo G. Rambotti, il sostegno del Comune di Desenzano e della Regione Lombardia.

Il paziente lavoro degli archeologi sta riportando alla luce villaggi di palafitte e numerosi oggetti di uso quotidiano, in grado di narrare la vita delle antiche genti preistoriche del gardesano. In modo particolare, nei giorni scorsi gli studiosi hanno rinvenuto i resti di una persona vissuta circa 3.500 anni fa: sono stati ritrovati un cranio e una mandibola che si suppone risalgano alla media età del bronzo.

Le ricerche, coordinate dalle professoresse Marta Rapi e Candida Sidoli, entrambe della cattedra di Scienze dell’Antichità dell’Università degli Studi di Milano, hanno consentito di approdare a sorprendenti risultati: dal rinvenimento di reperti di superficie (ciotole, vasi, fusaiole e qualche selce) è emersa la circostanza che il primo nucleo abitativo che circa 4.100 anni fa si insediò nella zona andò incontro a un forte sviluppo nell’età del bronzo medio, dando vita a una sorta di piccola metropoli dell’antichità.

Vengono, quindi, confermate le conclusioni alle quali erano approdati precedenti studi: l’area tra Lonato e Desenzano venne abitata in modo ininterrotto per circa un millennio. È, inoltre, stata portata alla luce una fitta rete di palificazioni in legno, utilizzata per sostenere le abitazioni che sorgevano in prossimità del Lavagnone. “È proprio questa la zona più interessante – ha affermato il professor De Marinis – perché non è mai stata sottoposta ad aratura: il suolo è intatto. L’estensione pianeggiante, inoltre, si presta ad una valorizzazione museale mantenendo lo scavo aperto a visite”.

Il sindaco di Desenzano Rosa Leso nei giorni scorsi ha fatto visita al cantiere di scavo, accompagnata dall’assessore alla Cultura Antonella Soccini, consapevole del valore scientifico e culturale della scoperta.