LUMEZZANE – L’Odeon riapre il 31 ottobre. Spuntano Accorsi e Orlando

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Ricca di proposte in raro equilibrio tra intrattenimento e ricerca, la nuova edizione della stagione di prosa del teatro Odeon quest’anno più che mai si allontana dalle etichette, superando il distinguo tra filone classico e cifra contemporanea, offrendo una serie di appuntamenti in grado di soddisfare un pubblico obliquo. Promossa dall’assessorato alla Cultura, la stagione 2012-13 si aprirà il 31 ottobre e offrirà incontri imperdibili fino al 14 giugno, ospitando anche grandi nomi della scena artistica nazionale.

Nella serata inaugurale si esibiranno Le sorelle Marinetti, che vantano tra i loro estimatori Vinicio Capossela e Arisa, con la quale hanno cantato a Sanremo nel 2010. Il trio, accompagnato dalla celebre Orchestra Maniscalchi, si esibirà nella fortunatissima piéce di teatro musicale “Non ce ne importa niente”, un viaggio a ritroso verso gli anni ’30 mediante il quale sarà narrata, con tono quasi nostalgico e attraverso simpatici sketch, la società di quel tempo in perfetto falsetto e canto armonizzato. Erano anni di grandi inquietudini per l’approssimarsi all’orizzonte delle nubi nere. Ma erano anche anni in cui straripava una voglia incolmabile di evasione e spensieratezza, quella voglia che ben si evince dai canti delle tre sorelle, Turbina, Mercuria e Scintilla, guidate dal produttore Giorgio Bozzo e dal maestro Christian Schmitz.

La grande sorpresa in cartellone è la presenza di Stefano Accorsi, volto noto del cinema italiano acclamato nel firmamento cinematografico internazionale, che tornerà a calcare le scene per un progetto assai singolare tratto da “L’Orlando furioso”: “Trasferire l’Orlando furioso in una presenza teatrale – ha scritto Baliani, regista e fabulatore della piéce – è impresa degna di cavalieri erranti, anzi narranti. Stefano Accorsi veste i pani di un simile cavaliere e si cimenta con l’opera ariostesca cavalcando il tema oneroso dell’amore e delle sue declinazioni, amore perso, sfortunato, vincente, doloroso, sofferente, sacrificale, gioioso e di certo anche furioso.

Per star dietro alle tante storie d’amorosi sensi e avventure ad essi corrispondenti, il cavalier narrante dovrà assumere cangianti sembianze, essere al contempo tanti volti e cuori e multiformi voci e diversificati corpi, a volte femminil sostanza, a volte magica, fantasmifera assenza, o per contrasto conturbante presenza. Nell’entrare e uscire da siffatte presenze, e sopratutto nel dar seguito alla fantasmagorica passione del suo doppio Orlando, il cavaliere Stefano perderà anche suo senno, e cercarlo dovrà in quei luoghi del sogno di cui siam fatti, si sa, come di stoffa, noi attori erranti”.

La rassegna prevede anche Maria Paiato esibirsi in “Anna Cappelli”, opera scritta dal geniale drammaturgo Annibale Ruccello, scomparso a soli trent’anni a metà degli anni Ottanta. Il monologo racconta la storia di una donna che scivola nella follia, vittima di un delirio minimale e ambientalistico collocato in una miserabile Italietta degli anni Sessanta. “A una lettura poco attenta – ha spiegato il regista Pierpaolo Sepe – il testo può sembrare scarsamente dotato di una vena originaria limpida e necessaria; ma a uno sguardo più accorto non sfugge la mostruosa e depravata sottocultura piccolo-borghese che invade ogni respiro del dramma, incarnandosi in una donnina in apparenza docile e insignificante.

L’intelligenza dell’autore sta nel nascondere, dietro la follia della normalità, un processo culturale drammatico che ha vissuto il nostro paese: la protagonista del dramma porta in sé la miseria degli anni in cui divenne importante avere piuttosto che essere. Fu in quegli anni che perdemmo l’onore, che nacquero i cannibali, i padri della cultura odierna. È l’oscuro scrutare di Ruccello che cercheremo di restituire con adesione intellettuale ed emotiva. È come se ci trovassimo al cospetto di un noir, in cui l’assassino è l’affermarsi di principi capaci di alterare le nostre nature, le nostre coscienze, le nostre azioni, i nostri destini”.

Andrà poi in scena il capolavoro satirico della seconda metà del Settecento “Il nipote di Rameau” di Denis Diderot, interpretato, in veste di protagonista, da Silvio Orlando, che porterà le vesti di un musico fallito, cortigiano convinto, un parassita amorale per vocazione, che pratica il vizio ed è capace solo a fare il ruffiano. Le paure del filosofo di perdere se stesso ed i propri riferimenti etici emergono in modo evidente in un’opera che, nell’imbarazzante assenza di prospettive edificanti, riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male.

Anche Flaubert verrà portato all’Odeon con “Atto finale”, uno spettacolo di Mario Perotta tratto dal romanzo “Bouvard et pècuchet” dello scrittore francese padre del naturalismo. Lo spettacolo narra la ridicolissima solitudine di due uomini parigini, evocanti la coppia beckettiana di Pozzo e Lucky, che tentano un’impresa impossibile: affrontare e risolvere il mal di vivere che li assedia mediante la ricerca di soluzioni sul web, in una vorticosa discesa verso il ridicolo involontario.

Attesissimo anche lo spettacolo del Teatro delle Albe dedicato alla vita e alla tragica fine di Marco Pantani, icona del ciclismo italiano. Il testo, scritto da Marco Martinelli, oltre a narrare la storia di un celebre ciclista, racconta la storia di un uomo ucciso dalla vergogna per via delle infondate accuse di doping, di due genitori che cercano verità da troppo tempo, di una società malata di delirio televisivo e mediatico, affannata a creare dal nulla e a distruggere i suoi eroi di plastica, trascurando il fatto che dietro alla loro immagine stanno persone in carne e ossa, vere, come Marco Pantani.

Si preannuncia poi un nuovo spettacolo di Maurizio Lastrico, attore di rara vis comica e di solida preparazione teatrale, divenuto beniamino del pubblico grazie alle apparizioni in tv, da Camera Cafè a Zelig. Nessuno potrà dimenticare gli endecasillabi danteschi che lo hanno reso famoso, una sorta di alfabeto musicale-letterario del quale il comico si serve per descrivere i disagi della contemporaneità. Il 14 giugno si chiude con lo spettacolo “Traviata” per il terzo anniversario di morte del celebre tenore valgobbino Giacinto Prandelli.

I biglietti potranno essere acquistati al teatro Odeon e alla Libreria Punto Einaudi di Brescia. Tutte le informazioni sulla nuova stagione saranno disponibili sul sito internet www.teatro-odeon.it.