GARDONE RIVIERA – “Sotto le stelle del jazz” ascoltando Paolo Conte

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Chiedo scusa ai miei affezionati lettori ma non ho potuto non riservare un posto – tra le “top news” del nostro giornale – al concerto di Paolo Conte che si è tenuto al Vittoriale.

E’ stata una serata di grande musica, una bella serata giocata “sotto le stelle del jazz”, con una luna strepitosa “che ci guardava con dolcezza”. Ce la siamo regalata io e il Dogui, lontani dalla pazza folla e dalle solite amicizie.

Ho imparato ad amare la musica e gli affreschi che Paolo Conte riesce a dipingere nelle sue canzoni alla fine degli anni settanta, quando una sera di luglio andai a Cremona, ad una “festa dell’Unità” (allora se ne facevano a iosa in tutta Italia, era la stagione in cui a sinistra speravano nello storico “sorpasso” alla Dc).

Eravamo – ricordo – in una trentina e, alla fine del concerto, abbiamo mangiato pane e salamina insieme. Da quegli anni ne è passata di acqua sotto i ponti. Conte è diventato una star internazionale. Ma ha sempre “quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così” di chi pare sorpreso da tanto successo e da tanto affetto da parte dei suoi fans. E’ l’unico artista la cui musica ti fa sentire che – mentre l’ascolti – stai anche vivendo l’atmosfera in cui ti trascinano le sue canzoni.

Certo, non abbiamo gustato “un gelato al limon” che pure ci sarebbe stato bene, in una notte d’estate. E non siamo stati rapiti su “una topolino amaranto” stregati da “una verde milonga”.

Ma non si può avere tutto dalla vita e da quella serata memorabile abbiamo già avuto molto, il Dogui e io.

Vi lascio con un riassunto della carriera musicale di Paolo Conte, tratto dal sito dell’Anfiteatro del Vittoriale dedicato agli eventi organizzati per la stagione estiva 2012.

“Paolo Conte nasce ad Asti. Già da ragazzo comincia a coltivare quelle che ancora oggi rimangono le sue passioni: il jazz americano e le arti figurative. Si dedica come amatore al jazz, suonando il vibrafono in complessi della sua città o in tournée (al Festival Nazionale del jazz a Saint Vincent), nonché come esperto (3° posto per l’Italia al Quiz internazionale di Oslo).

Inizia, prima insieme al fratello Giorgio e poi da solo, a scrivere canzoni sulla scia di suggestioni assorbite dalla vita, dal cinema e dalla letteratura.
Intorno alla metà degli anni Sessanta irrompono nelle classifiche musicali canzoni ‘diverse’ e ‘originali’ firmate Paolo Conte: “La coppia più bella del mondo” e “Azzurro” (Adriano Celentano), “Insieme a te non ci sto più” (Caterina Caselli), “Tripoli ‘69” (Patty Pravo), “Messico e Nuvole” (Enzo Jannacci), “Genova per noi” e “Onda su onda” (Bruno Lauzi) e molte altre.

Nel 1974 esce un album, intitolato Paolo Conte, in cui una voce casuale e come distratta tratteggia piccole storie private, o quasi; e già l’anno dopo ecco un altro album con lo stesso titolo e nella stessa vena. Questi lavori segnano il debutto da protagonista del compositore astigiano.

Il 1979 è l’anno in cui il pubblico inizia a scoprire Conte e ad affollare i suoi concerti grazie a ‘Un gelato al limon’. Due anni dopo, nel 1981, l’album successivo, Paris Milonga, viene presentato, onore inedito, nel corso di un’apposita giornata “contiana” organizzata dal Club Tenco a Sanremo.
1982: esce Appunti di viaggio, che rappresenterà un grande serbatoio per il repertorio concertistico del Maestro. Ormai il cantautore di Asti è un protagonista.

Nel 1984, il suo primo album per la storica etichetta CGD (marchio ormai scomparso all’interno del gruppo Warner Music), che si intitola di nuovo semplicemente Paolo Conte, suscita grande interesse dei media e recensioni entusiastiche.

L’artista conquista la Francia, suonando al Théâtre de la Ville di Parigi nel corso di una tournée che, aperta all’estero, si conclude in Italia tra i “tutto esaurito” e viene documentata da un doppio album, Concerti (1985), registrato dal vivo.

Il 1987 porta finalmente un album di nuove canzoni: Aguaplano. È un doppio album i cui ventuno brani fanno scoprire nuove sfaccettature della creatività contiana. Inizia così una serie di lunghe tournée all’estero: due tournée in Canada, cinque in Francia (per tre settimane all’Olympia di Parigi), due tour in Olanda (dove ottiene il disco d’oro e il disco di platino), due tournée in Germania, oltre a Belgio, Austria, Grecia, Spagna, nonché due spettacoli al mitico Blue Note di New York, tempio storico del jazz. Dello stesso periodo è inoltre la sua partecipazione ai più importanti festival jazz (Montreux, Montreal, Juan Les Pins, Nancy, ecc.).

Al rientro dalla tournée di Aguaplano l’Avvocato di Asti decide di regalarsi un po’ di riposo: a riempire la pausa produttiva esce nel 1988 una nuova registrazione dal vivo, Paolo Conte live, registrato allo “Spectrum” di Montreal, e un video, Nel cuore di Amsterdam, registrato al Theatre Carré.

Altri due anni di pausa e il novembre del 1990 ci offre un Paolo Conte nuovo: il nuovo album, Parole d’amore scritte a macchina, è interamente composto di brani inediti, che rivelano inattesi squarci musicali ed episodi decisamente atipici rispetto al corpus del repertorio dell’autore. Un album dunque, importante e significativo, che nel catalogo dell’artista occupa un posto assolutamente singolare.

Il ritratto di Paolo Conte in copertina porta la firma di Hugo Pratt, di cui fu amico. Nel 1982 Conte scrive le musiche per lo spettacolo teatrale Corto Maltese. Sempre nel 1982 Hugo Pratt illustra 20 canzoni di Paolo Conte per un libro a lui dedicato dall’editore Lato Side.

Il 30 settembre 1991 Paolo Conte vince il premio Librex-Guggenheim 1991 “Eugenio Montale per la poesia” – sezione “versi per musica”.
Il disco successivo, Novecento, pubblicato nell’ottobre 1992, è un felice ritorno nel guscio del Conte più classico, una sistemazione geniale e gioiosa dei frammenti che da sempre compongono la sua musica alla luce di una nuova maturità. Non ci sono più i cori e le curiosità elettroniche che avevano caratterizzato le “Parole d’amore”, ma una splendida orchestra trapuntata di ricordi jazz e musical a cui l’artista fornisce la sua abituale materia sonora: ritmi eleganti, sinuosi e anche ubriachi, spinti fino al jazz hot e al tango da postribolo, dolcissime memorie tra verità e sogno, una poesia lussureggiante di colori, immagini, fantasie.

Dopo il doppio album Concerti (1985) e il successivo Paolo Conte live (1988), nonché i due videotapes “Nel cuore di Amsterdam” (1989) e “Live in Montreux” (1991), esce l’album intitolato Tournée, che documenta spettacoli registrati dal vivo nel 1991, 1992 e 1993.

Nel 1993 esce il volume “Le parole di Paolo Conte” edito da Allemandi, che raccoglie i versi delle sue canzoni. Il volume avrà una seconda edizione aggiornata nel 1997, sempre curata da Doriana Fournier, docente dell’ Università di Parigi. Lo stesso volume uscira’ poi in versione inglese con il titolo “The words of Paolo Conte” nel 1999.

Il nuovo album di inediti arriva nell’autunno 1995. Paolo Conte lo ha studiato, preparato, coltivato con amore e cure infinite, lavorando con un team di base composto dal contrabbassista Jino Touche, dal batterista Daniele Di Gregorio e dal fisarmonicista e polistrumentista Massimo Pitzianti. Il disco si intitola Una faccia in prestito ed è, con ogni probabilità, il suo album più maturo da sempre. Al suo interno ci sono gli elementi tipici della “canzone alla Paolo Conte” che non smettono mai di stupire: la “grazia plebea” della musica, il gusto del pastiche vero e falso, fra epoche e stili diversi, il piacere di testi sonori, fantasiosi, con una lingua che ribolle di capricci e invenzioni (il pidgin di “Sijmadicandhapajiee”, lo spagnolo virtuale di “Danson metropoli” e “Vita da sosia”).

Nel 1996 esce in Europa l’album The best of Paolo Conte: i venti brani che lo compongono rappresentano la prima vera antologia della carriera di Conte: canzoni che trovano tutte posto nella storia della canzone italiana: da “Azzurro”, “Bartali” e “Genova per noi” a “Boogie” e “Via con me”, tutte eseguite nel famoso stile contiano. Oltre ai pezzi più conosciuti, sono presenti i brani preferiti dall’autore: da “Colleghi trascurati”, a “Max” e “Gong oh”. Nel 1998 il best viene pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti dalla prestigiosa etichetta americana Nonesuch (Ry Cooder, Joni Mitchell, Wilco, Philip Glass, Bill Frisell, etc.) e votato ‘disco dell’anno’ per l’autorevole rivista Rolling Stone. Ne segue un tour di successo nelle principali città degli Sati Uniti (New York, Boston, Los Angeles, San Francisco ecc.).

Nel 1998 esce un nuovo doppio album live, Tournée 2, una sorta di seguito di “Tournée”, in risposta alle richieste continue ed entusiastiche del pubblico. Nessuna delle canzoni presenti in questo album doppio era mai stata pubblicata prima di allora in versione live, una parte di queste appare per la prima volta incisa su un disco: la strumentale “Swing”; “Legendary” e “Irresistible” (interpretata da Ginger Brew); “Nottegiorno” e “Roba di Amilcare”, omaggio all’amico e patron del Club Tenco di Sanremo Amilcare Rambaldi poco prima scomparso.

Il 24 marzo 1999 Paolo Conte riceve l’onorificenza italiana di Cavaliere di Gran Croce.

Nel 2000 si realizza un progetto che Paolo Conte sognava da vent’anni: Razmataz. Si tratta di un’opera multimediale legata ad un musical che porta lo stesso nome, ambientato nella Parigi degli anni Venti, nel periodo e nel luogo che Conte vede come il punto d’incontro e di fermento culturale di tutte le avanguardie del ventesimo secolo. La storia, che nello specifico narra l’incontro tra la vecchia Europa e la nuova musica nera, è stata illustrata attraverso 1800 disegni eseguiti da Conte e trasformata in un’opera video su dvd, accompagnata da musica e dialoghi. L’album contiene stralci di musica d’atmosfera del passato oltre ad una serie di canzoni in un’interessante carrellata di stili in francese, italiano e inglese, e riflette le eccitanti innovazioni e fusioni di questo incrocio culturale della Parigi degli anni Venti.

Il 15 maggio 2001 Paolo Conte riceve un’altra onorificenza, questa volta in Francia (”Chevalier dans l’ordre des arts et lettres”), mentre il 9 aprile 2003 riceve la laurea honoris causa dall’Università degli studi di Macerata in Lettere Moderne (con la seguente motivazione: “per aver tradotto in un linguaggio del tutto originale, ricco di significative trame testuali e poetiche, tipi, luoghi, situazioni, storie, atmosfere di aspetti dell’immaginario del nostro tempo”). In questa occasione Conte tiene una lectio doctoralis intitolata: I tempi dell’ispirazione: il pomeriggio.

Il 2003 è l’anno di Reveries, altro ‘Best of’ di Paolo Conte realizzato appositamente per il mercato estero. Il disco nasce su richiesta della Nonesuch che desiderava dare seguito al lavoro iniziato negli USA dando al pubblico un nuovo album.

Per questo disco, Paolo Conte ha riunito in studio i musicisti dell’orchestra che lo ha accompagnato in tutto il mondo durante i due anni del “Razmataz tour” ed ha registrato 12 nuove versioni di alcune perle del suo repertorio.

Molteplici i motivi di interesse di queste nuove registrazioni: ad esempio “Reveries”, brano che dà il titolo al disco, autentico capolavoro “nascosto” che fino a quel momento esisteva solo in una versione ‘live’ nel disco “tournée”. Nuovi arrangiamenti permettono in questo disco di apprezzare i classici di Conte come “Dancing”, “Diavolo rosso” o “Sud America” nelle versioni note agli spettatori dei suoi magici concerti, versioni assai diverse da quelle pubblicate su disco negli anni ’80. Reveries inoltre ci fa riscoprire gioielli come “Gioco d’azzardo” e “L’avance” che dimostrano quanto grande sia questo artista alle prese con vere e proprie strazianti “Love ballads”.

A completare il disco sono stati inseriti 4 brani tratti dai dischi “Paolo Conte” e “Novecento”. In seguito all’uscita americana, il disco viene pubblicato anche nel resto del mondo.

Sempre nel 2003, nella serie Parole e Canzoni edita da Einaudi – Stile Libero esce il cofanetto dedicato a Paolo Conte che contiene il volume: Si sbagliava da professionisti, in cui il Maestro, cosa rara, commenta alcune sue canzoni. L’introduzione del volume è di Andrea Camilleri e del premio Oscar Nicola Piovani. Il cofanetto contiene anche un dvd, prodotto da Renzo Fantini, in cui Paolo Conte racconta in una lunga intervista video, cosa altrettanto rara, la sua arte.

Nove anni dopo l’ultimo album in studio (“Una faccia in prestito”), il 5 novembre 2004 arriva nei negozi il nuovo album Elegia, prodotto da Renzo Fantini e distribuito da Warner Music: si tratta di un disco di grande maturità artistica, per le qualità poetiche e musicali delle canzoni, che si muovono sotto il segno di un’autentica originalità compositiva. Conte, attraverso la ricerca dell’essenza espressiva artistica, canta l’elegia della vita o meglio di una vita che valga la pena di essere vissuta.

Il 2005 vede l’uscita del doppio cd e del dvd Paolo Conte live arena di Verona. La tracklist del disco corrisponde precisamente a quella del dvd (e del concerto all’Arena) ed offre dunque le stesse canzoni, di cui otto finora non erano disponibili su disco in versione dal vivo: sei tratte da “Elegia” più “La donna d’inverno” e “Gioco d’azzardo”. Il cd contiene anche un inedito assoluto che s’intitola “Cuanta pasión” registrato in studio con il contributo del chitarrista Mario Reyes della Gypsy Kings Family e della cantante iberica Carmen Amor.

Il 24 maggio 2007 Paolo Conte riceve il Diploma accademico honoris causa in pittura dall’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro. Conte in quell’occasione ha tenuto una lectio magistralis intitolata: Razmataz – la bellissima negritudine.

Il 25 giugno 2008 debutta a Lione il concerto “Paolò symphonique”: si tratta di un progetto musicale proposto dall’Auditorium di Lione e dall’Orchestre National de Lyon.

Ogni concerto prevede una prima parte in cui Conte si esibisce con il suo gruppo storico e una seconda parte in cui si aggiunge la grande orchestra sinfonica. Il repertorio prevede molti brani conosciuti e qualche inedito. L’orchestratore è il Maestro Bruno Fontaine, nome di alto prestigio e direttore di squisita sensibilità.

I primi appuntamenti di questa nuova avventura musicale dopo Lione, sono il 31 luglio 2008 ad Atene con la Greek Radio Tv (ERT) Symphony Orchestra e il 5 e 6 settembre 2008 a Parigi con l’ Orchestre National d’Ile de France e a Venezia, unica data italiana il 31 luglio 2009, in Piazza San Marco.

Il 5 settembre 2008 viene presentato alla stampa il nuovo album Psiche prodotto da Renzo Fantini per Platinum e per la prima volta distribuito in tutto il mondo da Universal.

L’album contiene 15 canzoni inedite: si tratta di un disco fuori ordinanza, uno dei più importanti in assoluto della storia di Paolo Conte. Tra Amore e Psiche il maestro sceglie Psiche perché più terrena ma soprattutto perchè ha più storie da raccontare. Le canzoni contenute nel disco sembrano nate per essere contemplate, come accade davanti ad un bel quadro.

Ricordandoci di un’altra grande passione di Paolo Conte, la pittura, potremmo parlare nel caso di Psiche di canzoni pittoriche.

L’11 ottobre è stato presentato per la prima volta alla stampa internazionale il nuovo album, Nelson, distribuito da Universal per Platinum.

Il 25 gennaio ha ricevuto la massima onorificenza dalla città di Parigi: la Grande Médaille de Vermeil”.