BOTTICINO – D’Alessandro e Chiara Saleri raccontano Auschwitz

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Domani sera, martedì 31 luglio alle ore 21,30 (ingresso gratuito), allo “stand libreria” durante la Festa Democratica Valverde in via delle Cave, Antonio D’Alessandro alla chitarra e l’attrice Chiara Saleri propongono alcune letture tratte dal libro di Denis Avey e Rob Broomby dal titolo “Auschwitz: ero il numero 220543” (The man who broke into Auschwitz, titolo originale in inglese).

L’autore del libro Denis Avey

Colpito dal coraggio dell’autore, D’Alessandro mette in scena alcuni momenti salienti del libro che racconta le atrocità dei campi di sterminio nazista intervallando alla lettura dei brani alla chitarra di Vito Nicola Paradiso (Dodici preludi sentimentali), Andres Segovia (Estudio sin luz), Giorgio Mirto (Anita), e Maurizio Colonna (Aria Mediterranea n. 1). Sono entrato ad Auschwitz di mia volontà. È possibile immaginare che qualcuno si sia introdotto volontariamente ad Auschwitz? Eppure, nel 1944, un uomo è stato capace di farlo.

Denis Avey è un prigioniero di guerra inglese, che durante il giorno è costretto ai lavori forzati insieme ai detenuti ebrei. Gli basta poco per capire quale sia l’orrore che attende quegli uomini, consunti e stravolti, quando la sera fanno rientro al loro campo. Quello che intuisce è atroce, ma Denis sente di voler vedere con i propri occhi: in un gesto che pare folle, decide di scambiare la sua divisa da militare con gli stracci a righe di un ebreo di nome Hans, ed entrare nell’inferno di Auschwitz. Da quel momento inizia la sua lotta per salvare la propria vita e quella di tanti altri prigionieri ebrei.

Una storia scioccante e commovente che, a più di sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, Denis Avey ha finalmente trovato la forza di raccontare. Per testimoniare, ancora una volta, l’orrore dell’Olocausto. Il libro narra una storia vera. Nel 1944 Denis Avey, un soldato britannico che stava combattendo nel Nord Africa, viene fatto prigioniero dall’esercito tedesco e inviato in un apposito campo di lavoro. Durante il giorno si trova a lavorare insieme ai detenuti del campo vicino chiamato Auschwitz.

Inorridito dai racconti che ascolta, Denis è determinato a scoprire qualcosa in più. Così trova il modo di fare uno scambio di persone: consegna la sua uniforme inglese a un prigioniero di Auschwitz e si fa passare per lui. Uno scambio che significa nuova vita per il prigioniero, mentre per Denis segna l’ingresso nell’orrore, ma gli concede anche la possibilità di raccogliere testimonianze su ciò che accade nel lager.

Quando milioni di persone avrebbero dato qualsiasi cosa per uscirne, lui, coraggiosamente, entrò per testimoniare un giorno la verità. La storia è stata resa pubblica per la prima volta da un giornalista della Bbc, Rob Broomby. Grazie a lui Denis ha potuto incontrare la sorella del giovane ebreo che salvò dal campo. Nel marzo del 2010, con una cerimonia alla residenza del Primo ministro del Regno Unito, è stato insignito della medaglia come “eroe dell’Olocausto”.