GARDA – Dà il veleno a nove platani, un danno da oltre 40 mila euro

0

Vicino alla spiaggia che arriva fino a Punta San Vigilio, nei giorni scorsi un vandalo ha avvelenato nove platani. L’atto è stato senz’altro premeditato, come è emerso dall’ispezione eseguita martedì scorso dagli esperti del Comune gardesano: il responsabile ha fatto 50 fori obliqui con una siringa, accompagnati da incisioni alla base degli alberi per accelerare l’operazione di avvelenamento e assicurarsi il risultato. Insomma, mani esperte che sapevano esattamente come operare e che conoscevano i tempi di azione del liquido mortale.

“Gli esperti hanno inserito all’interno degli alberi – spiega Davide Bendinelli, consigliere regionale e capogruppo di maggioranza del Comune – a una profondità di otto centimetri dei piccoli pezzi di legno e sono risultati ancora intrisi di liquido: le piante lo stanno assorbendo. Sono irrecuperabili, non c’è nulla da fare. Con un escavatore sradicheremo i nove platani morti, bonificheremo l’area per togliere ogni traccia di veleno e pianteremo dei nuovi alberi”.

Lo sforzo necessario per portare a termine l’operazione sarà notevole, visto che avrà un costo compreso tra i 40 e i 50 mila euro. L’assessore provinciale all’ambiente Venturi ha già offerto la sua disponibilità a contribuire economicamente all’intervento.

“In questo periodo una spesa del genere sarebbe devastante per il Comune, quindi mi impegnerò a cercare dei tecnici, dei professionisti che si mettano a disposizione a costo zero per salvare le piante, qualora qualcosa si potesse ancora fare. O, se la situazione fosse ormai irrecuperabile, individueremo delle figure che possano mettersi a disposizione gratuitamente per la bonifica e per piantare nuovi platani”.

Il sindaco di Garda Antonio Pasotti ha denunciato ai Carabinieri l’accaduto: appellandosi alla morale dei cittadini, si va in cerca di testimoni affinché giustizia sia fatta e in fretta. “Un gesto senza senso: questi platani  – commenta l’assessore al Turismo Ruggero Pozzani – oltre a essere un patrimonio storico a cui i gardesani erano affezionati, avevano anche un valore attrattivo per i turisti”.