MILANO – L’Ergon al Made in Botticino. In scena le imprese del marmo

0

Primo su 358, è stato ammesso a finanziamento il progetto presentato da tre imprese bresciane specializzate nell’escavazione e lavorazione del marmo di Botticino classico: la Cooperativa Operai Cavatori del Botticino, la Valverde e la Marmi Ghirardi Srl. “La valorizzazione dei processi di lavorazione del marmo come vantaggio competitivo sui mercati internazionali”. Questo uno degli obiettivi principali del progetto “M.I.B. Made in Botticino” presentato dal contratto di rete omonimo costituito nel febbraio scorso dalle imprese con sede a Botticino e Carpenedolo.

Nel primo paese si trova il bacino estrattivo del marmo classico, secondo in Italia dopo Carrara. A firmare il contratto di rete sono stati i rispettivi presidenti: Mario Rossi (Operai Cavatori) Fabio Bonardi (Valverde) e Stefano Ghirardi (Marmi Ghirardi). La rete di imprese bresciane ha partecipato al bando “Ergon Azione 1” promosso dalla Regione Lombardia (Direzione Generale Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione) a sostegno delle aggregazioni con lo scopo di aumentare la propria competitività sul mercato attraverso la crescita dimensionale, innovazione di processo e servizio, elevazione dello standard qualitativo del prodotto, implementazione di capacità tecniche e ricerca ambientale.

L’altare della Patria a Roma in marmo di Botticino

Il progetto è stato ammesso al finanziamento con la D.D. n. 6378 del 17 luglio scorso classificandosi al primo posto in graduatoria, su un totale di 358 progetti ammessi all’istruttoria. Tre i punti cardine della proposta progettuale: la valorizzazione e potenziamento del processo di lavorazione in loco del marmo, da qui l’acronimo M.I.B. (Made in Botticino); la creazione e la promozione di un marchio commerciale internazionale; l’istituzione di un Osservatorio Centro Studi con l’Università degli Studi di Brescia (Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio e Ambiente) che intraprenda ricerche volte ad accrescere l’efficienza e a diminuire l’impatto ambientale delle operazioni connesse alla lavorazione.

Le tre imprese in rete sono dunque accomunate dalla prerogativa di operare lungo tutta la filiera del comparto, avendo in proprio la coltivazione di cava (quindi l’estrazione del materiale), la sua lavorazione e l’esportazione del prodotto finito su tutti i mercati del mondo. Obiettivo primario del progetto è il mantenimento a livello locale di tutte le fasi della lavorazione del marmo per acquisire un vantaggio competitivo sui mercati internazionali, aggiungere al prodotto originale quel patrimonio di competenze tecniche nella trasformazione che si sono sedimentate nel tempo e far ricadere sul territorio bresciano tutti i vantaggi economici, sociali e occupazionali che un settore e un prodotto così unici possono offrire.