PREVALLE – Nuova accusa per Tersilla Tanghetti: frode fiscale per oltre 300 mila euro

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Tersilla Tanghetti è nuovamente sotto il mirino degli inquirenti. Il 22 febbraio 2011 la donna era già stata rinviata a giudizio, ma la Corte d’Assise di Brescia, accogliendo un’eccezione della difesa che lamentava la tardiva contestazione a opera del pm del reato di riduzione in schiavitù, aveva restituito gli atti alla Procura.

Riformulando il capo di imputazione, fra i reati contestati dal pm Ambrogio Cassiani, oltre a quelli precedenti si è aggiunto nei giorni scorsi quello di frode fiscale. L’infedele dichiarazione dei redditi, ai sensi di quanto stabilito all’art. 4 del D.lgs. 74/2000, è punita nel nostro ordinamento giuridico con la pena della reclusione da uno a tre anni.

Una pena che nella vicenda della donna andrà a cumularsi, nel caso in cui l’iter giudiziario si concludesse con una sentenza di condanna, con quelle comminate per le altre fattispecie delittuose attribuite. A dare lavoro alla Procura è stata una presunta evasione fiscale di 312 mila euro di Iva non versati al fisco nel corso del 2008. In qualità di legale rappresentante della Gesm Group s.a.s. di Gavardo, società specializzata in rivestimenti, “l’imprenditrice” avrebbe dedotto elementi passivi fittizi pari a un milione e 561 mila euro.

Il pm che si occupa dell’inchiesta ha già disposto il sequestro preventivo di 50mila euro da conti intestati alla signora e alla sua azienda, gli unici rivenuti nonostante la ditta abbia un fatturato di 8-9 milioni di euro annui. “Non ho niente da dire” ha commentato il legale della Tanghetti, Guglielmo Gulotta, che non ha né confermato né smentito la notizia. La donna si dice tranquilla: “Sono in pace con la mia coscienza. Confido in Dio e nella giustizia. Ma le cose di cui mi si accusa sono ridicole”.