GARDA – A Roma il vertice sulla Tav per Verona. Il no dei sindaci

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Dopo le polemiche sorte in Val di Susa, il tema della Tav tocca anche la zona gardesana: la linea ferroviaria per collegare Brescia a Verona, secondo il progetto ormai vecchio di dieci anni, dovrà passare attraverso il Basso Garda e, in modo particolare, sul suolo dei Comuni di Lonato, Desenzano, Sirmione, Peschiera e Pozzolengo, devastando territori pregiati, danneggiando l’idrografia del territorio e decretando la morte del turismo e del relativo indotto per via della durata decennale dei cantieri. Il rischio ambientale più elevato riguarda i danni che verrebbero cagionati alle falde acquifere, difficilmente rimediabili, e alle colline moreniche.

Il Comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda, con il segretario Gabriele Lovisetto, è da tempo sul piede di guerra e intende continuare a battersi per la salvaguardia del paesaggio gardesano e per l’interesse economico correlato: la realizzazione della Tav, infatti, non solo distruggerebbe 250 ettari di un terreno in grado di produrre un vino di eccellenza, il Lugana, fregiato da una Doc, ma metterebbe a rischio, a causa delle polveri, delle immissioni e degli inquinamenti, anche la produzione vinicola dell’intera zona.

Inoltre, la sedicente linea ferroviaria cagionerebbe ingenti danni all’agricoltura e agli acquedotti, che non potrebbero più affidarsi alla rete di corsi d’acqua che vanno verso il lago o traggono da questo origine. È stata poi sollevata un’ulteriore questione: la zona gardesana è la più sismica della Padania e gli annali, anche recenti, riportano una serie costante di terremoti. In sostanza, si tratta di una zona ad alto rischio sismico e di certo non è auspicabile far passare sul suo suolo una linea ferroviaria come la Tav.

Decisivo per il futuro delle colline moreniche sarà il vertice che si terrà domani a Roma, nel corso del quale si valuterà l’opportunità di trasferire i binari più a sud del tracciato attualmente previsto per evitare uno scempio ambientale. “L’invito è stato esteso – afferma il sindaco di Desenzano Rosa Leso – a tutti i possibili interlocutori, cominciando dagli onorevoli Montagnoli (Lega Nord) e Ferrari (Pd) firmatari di una mozione che invita a spostare il tracciato.

Ci saranno i presidenti delle Province di Brescia e Verona, i sindaci dei Comuni interessati, esponenti delle associazioni ambientaliste e speriamo anche un rappresentante del ministero delle Infrastrutture. Si è, insomma, alla ricerca di interlocutori validi, che possano prendere decisioni”. Anche il premier Mario Monti è stato invitato dai Comuni gardesani a visitare la zona.

Il comitato No Tav del Basso Garda, nato un paio di anni fa per contenere i costi e tutelare le colline moreniche, ha proposto di spostare a sud la linea ad alta velocità, nel territorio agricolo della Provincia di Mantova. In una lettera scritta da Annamaria Damiano, esponente della coalizione di centro sinistra candidatasi alle elezioni comunali del 2012, si legge che “le ragioni del no sono sostenute da studi geologici, dati statistici e economici, da una approfondita conoscenza del territorio, delle sue necessità, delle sue aspettative e da un forte legame con esso.

Le ragioni del sì sono invece frutto di un passaparola,di una sorta di racconto verbale tramandato di persona in persona, con il ritornello dei fondi europei, dello sviluppo, del corridoio Lisbona-Kiew e il massimo risalto strumentale alle azioni di disturbo e terroristiche, assolutamente condannabili”. Il territorio gardesano, già compromesso da tracciati autostradali, da tangenziali e ferrovie, non potrebbe sopportare una soluzione tanto devastante.