500!

0

Non è uno spot sulla “mitica piccola” di casa Fiat. E’ la quota-spread attorno a cui pare ruotare la nostra vita da circa otto mesi.

Su quel fronte è stato immolato il Cav, responsabile di tante sciocchezze ma non certo del raggiungimento di quella soglia a lui imputato. Come non ne è responsabile ora Monti: parliamoci chiaro! Eppure sono mesi che – pare – esista solo lo spread.

Ci stiamo dimenticando di altri numeri che c’inchiodano ad un inesorabile declino: 1.968.900.300 euro di debito pubblico, che vuol dire che ognuno di noi ha sulla gobba la bellezza di 32.964 euro di debito personale; una disoccupazione superiore al 10% di cui quella giovanile arriva al 35%; un calo dei consumi delle famiglie che ci ha riportato ai primi anni 90; il 20% dei contratti di assunzione è a tempo indeterminato mentre il rimanente 80% appartiene alla sfera dei contratti a tempo determinato; il tasso di pressione fiscale statale ha raggiunto il primato mondiale del 55% mentre sommando anche le tasse comunali e regionali raggiungiamo quasi il 70%.

Su queste basi quale futuro possiamo ragionevolmente attenderci? E mi domando: come mai gli italiani non hanno ancora preso in mano i forconi?

Semplice. Perché il nostro è un paese dove l’87% delle famiglie vive in una casa di proprietà, e le stesse famiglie avevano, fino a pochi anni fa, l’invidiabile primato europeo di risparmi depositati in banca. Su queste basi – che si stanno facendo precarie – era imperniata la fortuna italiana resa possibile dalla cultura del lavoro e del risparmio che si è persa con gli anni del boom economico e della “Milano da bere”, quella dei “mitici anni 80”, gli stessi anni in cui si poteva iniziare a porre le basi per una società davvero liberale in economia e laica nei valori sociali.

Invece la classe politica italiana ha rubato a piene mani – senza curarsi del bene comune – fino a tangentopoli. Poi, e qui stanno le colpe gravi di Berlusconi, non ha saputo rinnovare lo Stato tagliando i costi della burocrazie e della politica.

Perché è successo? Perché il Cav si è circondato di tutti ex degli ex partiti della prima Repubblica e perché, anziché pensare solo al governo del paese, ha pensato a salvare, ricapitalizzare e rendere floride le sue aziende. Che – a ben guardare – non sarebbe stato neppure male se la stessa miracolosa abilità l’avesse profusa anche per il bene del paese. Ma questa è un’altra storia.

Monti non ha colpe se non quella di non avere il coraggio di presentarsi al paese e in Parlamento con una seria proposta di riforma dello stato e della finanza pubblica e dire chiaro agli italiani che quella è la sola strada, fatta di lacrime e sangue, da poter seguire per tornare a crescere e uscire dal guado.

Se non lo farà finirà come Berlusconi, senza nemmeno essersi divertito – come ha fatto lui – a “cavalcare” alla grande, in tutti i sensi, naturalmente, il suo periodo di massimo pubblico splendore.

E a noi non rimarrà che piangere sul latte versato.