SAN FELICE DEL BENACO – Persone con problemi gastrici, una perizia per il 2009

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Il Tribunale di Brescia ha affidato nei giorni scorsi all’ing. Francesco Pezzango l’incarico di eseguire la perizia per risalire alle cause dell’epidemia di gastroenterite acuta che nel giugno 2009 colpì, tra residenti e turisti, circa 3.500 persone nel paese gardesano.

Così ha deciso il presidente della Seconda sezione penale del Tribunale Anna Di Martino, affiancata dai giudici Francesca Bianchetti e Vincenzo Nicolazzo, al termine della quarta udienza del processo in cui i contrasti tra accusa e difesa sono rimasti intatti. Sul banco degli imputati, chiamati a rispondere di epidemia colposa, lesioni e distribuzione di alimenti adulterati ci sono il presidente del consorzio “Garda Uno” Mario Bontacchio, il direttore generale Franco Romano Richetti e il responsabile del settore ciclo idrico integrato Mario Giacomelli.

La questione principale riguarda la manutenzione dell’acquedotto e in particolare la frequenza della pulizia dei filtri, nei quali si ipotizza possa essersi annidato il batterio responsabile dell’epidemia: da un lato, il pm Claudio Pinto attribuisce la diffusione del Noro virus a un deficit di impianto attribuibile al gestore “Garda Uno spa”, dall’altro gli avvocati difensori della società ritengono che l’epidemia non sia stata altro che un’influenza intestinale diffusasi non attraverso rubinetti, bensì per vie aeree.

Queste conclusioni, però, contrastano con alcune testimonianze delle precedenti udienze: un medico che da anni esercita la professione a Manerba, comune limitrofo, ha riferito che nel periodo incriminato non ci fu alcun picco anomalo di patologie analoghe fra i suoi pazienti. Il gestore del camping Fornella, che ha un impianto autonomo con un punto di prelievo dell’acqua a lago dotato di un proprio sistema di depurazione non ha registrato casi di gastroenterite tra i suoi clienti, il titolare del camping Mulino che pesca l’acqua da un pozzo naturale ha riferito che nessuno dei cento turisti del campeggio accusò problemi di salute.

Sono agli antipodi le conclusioni dei consulenti sulle cause dell’epidemia, al punto tale da rendere indispensabile l’approfondimento peritale. Sarà, quindi, l’ingegnere Pezzango, le cui conclusioni sono attese per il prossimo 20 novembre, a individuare le cause dell’infezione e incidere sulla decisione dei giudici per la responsabilità penale degli imputati. Il processo riprenderà per l’istruttoria dibattimentale il prossimo 16 ottobre, data in cui verranno escussi i testi citati dalle parti civili, speranzose di vedere risarciti i danni subiti. Sono circa una cinquantina fra cittadini, associazioni e attività commerciali i soggetti chiamati a deporre, tra cui anche il Comune di San Felice.