BRESCIA – In Confartigianato incontro sull’aeroporto di Montichiari

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Un impegno deciso e risoluto per non perdere una grande possibilità di sviluppo per tutto il territorio bresciano: è la richiesta che Confartigianato di Brescia, valutando la difficile situazione dell’aeroporto D’Annunzio di Montichiari, rivolge ai rappresentanti del mondo politico ed imprenditoriale della nostra provincia.

Da dx: Massetti, Campana e Piccinato al tavolo dei relatori

Proseguendo infatti gli incontri con i rappresentanti delle società infrastrutturali attive sul nostro territorio, dopo il presidente di Autostrade Centro Padane Augusto Galli, è stato ospite dell’ultimo Consiglio dell’organizzazione artigiana Giuliano Campana, presidente di ABeM, realtà nata nel 2007 dall’intesa tra Camera di Commercio e numerose associazioni di categoria per rivendicare la brescianità dello scalo monteclarense. Durante la seduta è stato così possibile ripercorrere le ultime vicende economiche e logistiche che hanno visto quale protagonista lo scalo bresciano, non ultima quella riguardante l’azzeramento ad opera dei soci della Catullo Spa del Consiglio d’Amministrazione della società bresciana alla fine del giugno scorso.

“Il territorio – chiarisce il presidente di Confartigianato Brescia Eugenio Massetti – si deve riappropriare dell’aeroporto, trasformandolo in uno strumento di sviluppo economico con ottime prospettive occupazionali sia all’interno che all’esterno. Per far questo, però, occorrono finanziamenti, un preciso piano di crescita ed il supporto fattivo delle realtà economiche, politiche e sindacali presenti nel bresciano. La disponibilità espressa dalla Regione per mediare tra i soci bresciani e quelli veronesi, l’ottimo lavoro svolto dal presidente della Camera di Commercio di Brescia Francesco Bettoni e l’iniziativa bipartisan dei politici della nostra provincia che hanno incontrato i vertici del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e dell’Enac sono un segnale incoraggiante, ma adesso non è più il tempo di iniziative singole slegate le une dalle altre. Si deve passare ad una fase di impegno più strutturata e coesa creando una rete politico-imprenditoriale che, mettendo in secondo piano particolarismi ed interessi di parte, possa davvero portare benefici alla struttura aeroportuale di Brescia e, di riflesso, all’intero territorio”.

Nonostante il continuo calo di passeggeri, passati dai 203mila del 2009 ai 33mila del 2011, e le perdite per 4,8 milioni di euro registrate lo scorso anno, la movimentazione merci è rimasta stabile sulle 40mila tonnellate annue e, proprio nei primi mesi di quest’anno, il D’Annunzio è stato inserito dall’Enac nella ristretta lista, comprendente solo 200 aeroporti in tutto il mondo, degli scali in grado di accogliere i giganteschi Boeing 747-800. “Da queste premesse – conclude Massetti – si deve partire per individuare e valorizzare la vocazione primaria dell’aeroporto e di tutto l’indotto collegato a questa infrastruttura. Una vocazione che, naturalmente, non esclude una futura maggiore capacità attrattiva per il settore passeggeri: queste però sono scelte che riguardano il domani, mentre oggi gli sforzi di tutti devono essere rivolti al risanamento ed alla piena operatività del D’Annunzio”.