GARDONE – Il Senato “cancella” il Banco di Prova, è rivolta

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Continua a regnare l’incertezza nel settore delle armi civili di cui ancora non c’è una legislazione nazionale ben definita e applicabile. Proprio ieri al Senato è stato discusso il decreto legge n. 79 presentato il 20 giugno scorso per regolamentare il campo e dare le funzioni sui controlli e la messa nel mercato di armi e munizioni.

La sede del Banco Nazionale di Prova

Un compito che fino ad ora spetta al Banco Nazionale di Prova di Gardone presieduto da Aldo Rebecchi, ma che rischia di andare incontro a problemi burocratici non indifferenti. Nella seduta di ieri a Palazzo Madama, infatti, è stato cancellato l’art. 1 della legge: di fatto, l’ente nazionale unico responsabile in Italia del controllo e prova delle armi per uso civile e sportivo non viene riconosciuto e quindi bisognerà attendere altre decisioni sulla questione, anche se l’incertezza regna in via Mameli. E sul tema si dice preoccupata anche l’Anpam, l’associazione nazionale dei produttori di armi e munizioni inserita in Confindustria.

“Il Senato della Repubblica ha soppresso tutte le norme che riguardavano il settore delle armi per il mercato civile nel decreto-legge 20 giugno 2012 n. 79 – si legge nel comunicato – impedendo così che venissero attuate alcune disposizioni problematiche per il settore. Tuttavia, l’Anpam esprime viva preoccupazione per la mancata attribuzione al Banco Nazionale di Prova di Gardone Valtrompia della sua naturale funzione di riconoscimento delle armi comuni da sparo, poiché ciò mantiene la situazione di incertezza amministrativa che blocca il settore e causa danni e perdite agli operatori interessati.

Il presidente Aldo Rebecchi

L’Anpam ricorda che secondo il recente studio dell’Università di Urbino il settore armiero sportivo e civile italiano impiega direttamente circa 2.200 aziende con un dato complessivo di addetti che sfiora i 100 mila lavoratori e un valore di quasi 8 miliardi di euro annui. Ci auguriamo – conclude l’associazione – che la Camera dei Deputati in sede di conversione in legge del suddetto decreto colmi il vuoto normativo nel senso indicato, approvando un testo semplice che attribuisca al Banco le competenze necessarie a garantire il rispetto della legge e della normativa comunitaria, fornendo ad imprese, cittadini e amministrazione un quadro normativo certo e stabile”.

Nei prossimi giorni, infatti, il decreto passerà da Montecitorio per il via libera definitivo e gli armieri, così come il Banco Nazionale di Prova, sperano che la situazione si risolva. Per via Mameli si tratta di una situazione particolare visto che nel 2009 era presente nella “lista Brunetta” (l’ex ministro della Funzione pubblica) degli enti da tagliare, poi ripreso e in definizione per diventare un’azienda speciale nella Camera di Commercio di Brescia. Una situazione che il presidente Aldo Rebecchi ha definito “piena di pasticci e frutto della smania di rendere più semplice un settore che rischia di essere ancora più burocratizzato”.

2 Commenti

  1. “Il Senato “cancella” il Banco di Prova”
    Non è vero, il Banco rimane con le stesse competenze che ha sempre avuto. Non è assolutamente cambiato nulla.

    “Continua a regnare l’incertezza nel settore delle armi civili di cui ancora non c’è una legislazione nazionale ben definita e applicabile.”
    Non è vero, le norme ci sono e sono chiarissime e questo è proprio il contenuto dell’odg approvato dal Senato, con cui si obbliga il governo a far applicare al ministero le norme attuali. E’ il ministero dell’interno che non le applica, mentre il BNP ha un interesse economico a vedersi riconosciute competenze che non ha mai avuto e che non deve avere.

    “l’ente nazionale unico responsabile in Italia del controllo e prova delle armi per uso civile e sportivo non viene riconosciuto e quindi bisognerà attendere altre decisioni sulla questione”
    Non è vero, premesso che le armi importate non necessariamente devono passare per Gardone, per il Banco non cambia nulla perché nessuna norma è cambiata. Semplicemente non gli sono state attribuite nuove (inutili) competenze. La situazione attuale è strutturata benissimo e se solo la gente si decidesse ad applicare le leggi che ci sono invece di piagnucolare perché le vorrebbe a proprio uso e consumo le cose funzionerebbero molto meglio.

    “Una situazione che il presidente Aldo Rebecchi ha definito “piena di pasticci e frutto della smania di rendere più semplice un settore che rischia di essere ancora più burocratizzato””
    E’ vero che sarebbe stato un grave errore (gravissimo, anzi) sopprimere il Banco, ma fortunatamente non è avvenuto. Quanto al settore, al contrario, da quando il catalogo nazionale delle armi comuni da sparo è stato eliminato si è soltanto semplificata dal punto di vista burocratico, senza nessun cambiamento per il Banco e senza pregiudizi per la sicurezza.

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