LIMONE – Nuovo depuratore con il ministro Clini. Ma il sistema ha bisogno di interventi

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Ieri nella località gardesana è stato inaugurato in una galleria dismessa il nuovo impianto di depurazione, costato quasi 7 milioni di euro, alla presenza del ministro dell’Ambiente Corrado Clini: un esempio di come la tecnologia e la salvaguardia dell’ambiente possano costituire un pregiato binomio.

Il depuratore tratta i reflui fognari dei Comuni di Limone e Tremosine ed è stato progettato e costruito, in regime di concessione per Garda Uno spa, dalla Saceccav spa, società di costruzione di impianti per il trattamento delle acque e gestore di reti idriche. Per la sua realizzazione è stata utilizzata la tecnologia “Moving bed biofilm reactor”, una composizione modulare costituita da tre linee di trattamento che possono essere inserite o disinserite a seconda del carico di ingresso con un notevole risparmio energetico.

Le pompe di sollevamento iniziale sono quattro e lavorano in sequenza. L’impianto è, inoltre, in grado di contenere le volumetrie complessive, controllare le emissioni di odori nell’ambiente e ridurre gli interventi di scavo in roccia grazie a un processo che utilizza le biomasse adese. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha sottolineato che il sistema di depuratori del lago di Garda, seppur funzionante, è ormai datato e necessita di ammodernamenti.

Per migliorare gli impianti della sponda bresciana si stima sarebbero necessari 70 milioni di euro, una somma di denaro che la finanza pubblica, alla luce della crisi economica abbattutasi sul nostro Paese, non è in grado di erogare. “Le soluzioni finanziarie non possono più essere quelle tradizionali – ha detto il ministro – basate quasi esclusivamente sul contributo pubblico. Interventi del genere devono essere sostenuti dalle tariffe e anche da investimenti privati”.