GARDONE – Renato Gamba, una vita dedicata a studiare e produrre fucili

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Gente in gamba i Gamba, a quanto pare. Li troviamo operativi a Gardone Valtrompia nella prima metà del 1700. Si sono trasferiti nel paese armiero dalla Val Brembana dove operavano i migliori ‘Maestri da Forno’. Esperti, quindi, nella lavorazione del ferro, Giuseppe sposa la Maddalena Belleri figlia di una dinastia di armaioli. I testimoni di nozze furono Giuseppe Beretta (figlio di Ludovico) e Vincenzo Cominazzi. Da qui si può intuire lo sviluppo, la direzione che prese, dal punto di vista economico e produttivo la famiglia Gamba. Tra l’altro vi fu un altro Giuseppe Gamba che sposò una Bernardelli, nome che ha segnato la storia dell’arma sportiva, Giulia per la precisione. Il Dna dei Gamba ruota quindi attorno a una canna di fucile.

Renato Gamba, classe 1939, inizia a fare armi fin dagli anni Cinquanta assieme ai fratelli. Nel ’67 si separa e fonda la Renato Gamba che ebbe sede prima in via Petrarca a Ponte Zanano e poi negli immobili che avevano ospitato la Fermo Coduri e prima ancora la ‘Fucina Nuova’ (visitata da Leonardo da Vinci). Renato ha eletto la propria abitazione nella palazzina che era stata la sede dei direttori della Fermo Coduri. Aveva e ha le idee ben chiare il Renato: salvare e perpetuare quello che di buono, esclusivo e unico avevano messo a punto i vecchi, insuperati, maestri armaioli e coniugarlo con il massimo sviluppo offerto dalla tecnologia.

E così nasce la collaborazione con la Mauser tedesca, nascono (o risorgono, perché la moda le aveva poste in soffitta) le batterie con molle elicoidali, il revolver con canna piatta, la sicura applicata al revolver moderno… Insomma la Renato Gamba non è azienda che dorme sugli allori, anche se di allori ne ha mietuti parecchi: il Daytona, famoso fucile da tiro, è stato per 38 volte campione del mondo.

Ovvio che non è il fucile che fa il campione, ma è la sintonia tra l’arma e il tiratore che permette di scalare le vette dell’eccellenza. Il compito del costruttore è quello di fornire un attrezzo affidabile, preciso e bello allo sportivo. Dati momentaneamente per scontati i concetti di precisione e affidabilità perché deve essere anche bello?

Già, è sufficiente che il fucile spari in maniera eccellente. E un orologio a che serve che sia bello? E’ sufficiente che segni l’ora precisa. E questo ragionamento pone la pietra tombale su secoli di storia dell’uomo, sulla spiritualità del vivere. Già abbiamo delegato alle mode il personale percorso di selezione del bello dal brutto e abbiamo perso, in parte, la capacità di giudizio sui prodotti fatti dall’uomo.

Per fortuna qualcuno è ancora legato, istintivamente, al concetto greco di ‘technè’: questo termine, radice delle parole ‘tecnica’, ‘tecnologia’ ecc., in greco significa anche ‘arte’. Gli antichi greci, gli inventori della logica, della razionalità non distinguevano tra opera dell’uomo tecnologica e opera artistica.

Il "Daytona"

E allora, oggi, nascono manufatti come il Daytona di Renato Gamba. Nasce dal pieno, questo fucile, dalla lavorazione delle parti forgiate perché questo evita pericolose tensioni nella bascula, cuore del fucile soggetto a forze formidabili. E qui si parla di tecnologia, di tolleranze infinitesimali, di progettazioni innovative. Poi c’è il legno, la forma, la lavorazione fine delle parti, l’incisione, la zigrinatura…

Insomma tutti quei particolari che fanno di un oggetto qualsiasi l’inimitabile concentrato di capacità manuali e intellettuali, del lavoro di macchina a controllo numerico coniugato con mano esperta. E sono proprio le mani sporche di olio, limatura di ferro, di segatura di legno che impongono una vibrazione quasi vitale che fa dell’oggetto il tuo oggetto, che fa del fucile il tuo compagno di avventura, lo strumento che ti porta oltre il vivere materiale. Per tutto il tempo che vuoi tu.

È uno di quei rari oggetti che salda la dicotomia tra tecnologia e arte in un’opera che trasuda storia, felici invenzioni, passione per il lavoro, idee controcorrente, collaborazione tra uomini con idee e capacità diverse. Questo sono i fucili di Renato Gamba.

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