VERONA – Lotta all’evasione fiscale nelle strutture ricettive

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Il Comune gardesano e il settore turistico della Provincia stanno facendo una dura lotta alla prassi del “nero”, diffusa negli alberghi della zona. Nei giorni scorsi, infatti, è stato pubblicato un avviso per informare i cittadini del fatto che stanno per iniziare ferrei controlli nei confronti delle strutture ricettive del paese: a partire da questa settimana, i membri della Polizia municipale e gli ispettori alberghieri della Provincia inizieranno le verifiche nei confronti degli affittacamere, hotel, bed & breakfast e delle case ammobiliate destinate ad uso turistico.

“In giugno a Verona – spiega il consigliere al bilancio Ivan Ferri – è stata istituita l’imposta di soggiorno a 0,50 euro che tutte le attività devono corrispondere. Inoltre, in base alle recenti modifiche normative, lo Stato ci consente di trattenere quanto deriva dal recupero dell’evasione. Pertanto, in un momento di difficoltà economica degli enti locali, considerando l’azzeramento dei trasferimenti al nostro Comune, ci pare corretto salvaguardare sia l’amministrazione che la collettività. Non è giusto, inoltre, che i cittadini e le attività produttive che si comportano onestamente debbano pagare più imposte a causa di chi, pur avendo appartamenti in affitto o altre fonti di guadagno, gestisca una propria attività ricettiva in nero, a scapito di tutti”.

Verranno effettuati controlli incrociati tra le presenze dichiarate, soggette all’imposta di soggiorno, e quelle comunicate in Provincia ai fini statistici. Gli esercizi che hanno omesso la comunicazione Scia di inizio attività, seppur occasionale, saranno colpite da una sanzione amministrativa il cui ammontare oscilla dai 1.000 ai 5.000 euro, accompagnata dalla chiusura immediata dell’esercizio.

E la lotta contro l’evasione fiscale messa in atto dal Governo Monti comincia a dare i suoi frutti: negli ultimi mesi, stando ai dati Istat, sono notevolmente aumentate le dichiarazioni necessarie ai fini fiscali presentate dagli albergatori, che sono passati da un guadagno medio di 11.700 euro a uno di 14.700 euro annui. Gli alberghi, infatti, sono stati per lungo tempo il regno del “nero”: nel 2011 il sommerso in tale settore si aggirava attorno al 57%. Un dato che non poteva essere trascurato, una prassi che doveva ad ogni costo essere disincentivata. E il comune gardesano, ponendosi in perfetta sintonia con gli obiettivi che la politica nazionale si prefigge, sembra aver intrapreso la giusta strada per ovviare a tale sopruso.