GARDONE VT – La maestra Loretta in pensione, ora insegna il bon ton

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Via Zanardelli è ormai una via deprimente. Quella che doveva essere l’orgoglio, la storia, lo scenario attuale di una storia antica e laboriosa si è ridotta ad essere il simbolo di un triste degrado. Vecchie insegne arrugginite e marce, muri scrostati, portoni sbilenchi, cortiletti incolti, gronde instabili tenute su da vecchie assi, cavedi puzzolenti e sporchi con panni stesi, saracinesche abbassate piene di ragnatele…

E’ la resa di un’Amministrazione copia di una cittadinanza che ha perso di vista il bene comune per inseguire l’opulenza personale. Proprietari pronti ad aiutare le missioni e altrettanto pronti ad affittare in nero locali fatiscenti e malsani a famiglie di extracomunitari. Se l’Amministrazione chiede(va) al proprietario di acquistare il prezzo richiesto rasenta(va) la follia. Chi, anni fa, ha acquistato un locale, sulla scia di promesse di rinascita e sistemazione della via Zanardelli, per impiantare un’attività commerciale o artigianale, adesso si sta martellando le palle.

Per fortuna vi sono ancora persone che pensano di ridare al territorio (inteso in senso fisico e umano) quello che il territorio ha dato loro. Almeno in parte. Così la maestra Loretta la Loquace, che di cognome fa Tononcelli, figlia di una dei più bravi incisori che c’erano a Gardone (e, quindi, al mondo), da poco in pensione, ha concluso con una festa popolare un lungo cammino di sistemazione della piazzetta dedicata a Luigi Belleri, antistante casa sua. La festa è stata anche l’occasione per celebrare con gli amici i suoi …anta anni. Il fiore all’occhiello della piazza è la fontana che, dall’epoca fascista, era appoggiata al muro della vecchia scuola elementare, oggi Liceo Scientifico.

Con le successive ristrutturazioni la fontana (formata da una vasca e da una testiera) è finita nei magazzini comunali. E lì è stata per anni. Finché la Maestrra Loretta, con la ‘complicità’ (sudata), dell’Amministrazione comunale ha deciso di portarla nella piazzetta di via Zanardelli. E alla fine la Maestra Loretta la Caparbia c’è riuscita. E allora cosa fa la Maestra Loretta la Conviviale? Organizza una serata a base di salamine, costine e vino proprio lì, in piazzetta Luigi Belleri.

Ed è un benefico terremoto per una via che pare dimenticata da Dio e dall’uomo. Sono quasi le otto di sera: parcheggiando la macchina vicino alla villa Beretta già senti il profumo della carne grigliata. Non è la solita festa dell’Unità o dell’Amicizia, sbandierata, pubblicizzata, politicizzata. E’ la festa degli amici, di quelli che quotidianamente si fanno il c…. per portare a casa la giornata in un clamoroso silenzio di ore passate ad arrovellarsi per separare il vero, il reale, il sostanziale dal burocratico, dal virtuale, dall’apparire. E in questa festa, alla cui organizzazione hanno partecipato il fratello della Maestra Loretta, Claudio, il figlio Domenico e la cugina Emanuela mentre il Comitato Acqualunga ha prestato panche e tavoli e gli Alpini griglie e focolari, non vi è distinzione politica (ammesso che vi sia ancora una politica), con l’Evaristo (folletto incontrollabile) e il Walter (gioviale marito della Maestra Loretta) addetti alle griglie mentre l’angelico Gruppo Stella riempie la via di melodie e nostalgie.

Chi passa si siede, se vuole, e chiacchiera e mangia e beve e si gode la frescura crescente di una sera, di una notte che se esistesse un Dio non dovrebbe finire mai. Sono venuti anche il sindaco di Gardone Michele Gussago e i membri dell’Amministrazione comunale. Insomma la Maestra Loretta, la Sibarita, prima di partire per le ferie, a Sibari appunto, ha deciso di inchiodare nel pavé di via Zanardelli un momento di condivisione graniticamente cementato, simbolicamente focalizzato in un’antica fontana, antico ristoro per il corpo e per lo spirito. E di ciò dobbiamo ringraziare la Maestra Loretta, la Gardonese. Il perché lo intuite tutti.