GARDONE RIVIERA – De Gregori emoziona i fan con 40 anni di carriera musicale

0

E’ stato un successo il concerto di Francesco De Gregori il 6 luglio scorso al Vittoriale. Il cantautore romano, l’anticonvenzionale per eccellenza, è uscito sul palco strizzando l’occhio, con in testa un basco da marinaio. L’anfiteatro, zeppo fino all’orlo, lo ha sommerso di applausi mentre, fra le poche parole, suonava granitico sul suo sgabello.

Ha aperto con l’intramontabile “Viva l’Italia”, passando attraverso pagine epocali della storia italiana come “Generale”, “Atlantide”, “Buonanotte fiorellino”, “Titanic” e “La storia siamo noi”, per poi chiudere il concerto con “Rimmel”, quel rimmel che è scivolato sulle guance di molte fan assieme a una lacrima. Il Principe, rivolgendosi alla platea, ha affermato: “Sono felice di essere qui, in questo posto bellissimo, in questa casa che è stata di un grande poeta”.

Senza deludere le aspettative dei suoi fan, ma al più colmandole, ha aggiunto: “La scaletta di stasera me la sono riletta, non l’ho studiata questa cosa, ma è uscito una specie di riassunto della mia vita di cantante. Sentirete canzoni che vengono da dischi molto diversi e che coprono un periodo lunghissimo”. Quarant’anni e più di stagioni italiane in grado di emozionare generazioni oblique e di raccontare l’amore, quello vero.

Sonorità rock, vicine alla musica popolare, hanno accompagnato la poesia delle sue parole, nelle quali hanno trovato spazio passaggi di ispirazione intimista, letterario-poetica ed etico-politica. Stefano Parenti alla batteria, Alessandro Arianti al pianoforte, Alessandro Valle alla pedal steel guitar, Lucio Bardi e Paolo Giovenchi alle chitarre, Guido Guglielminetti al basso ed Elena Cirillo nel ruolo di violinista e vocalist hanno accompagnato il cantautore per quasi due ore.

Più di 1.500 gli appassionati che a squarciagola hanno cantato le melodie di De Gregori che, nascondendo sotto al cappello le sue versatili personalità, ha offerto al pubblico un concerto del tutto privo di schematismi. Il Pirata non sembrava coltivare desideri di venerazione mentre, ad una a una, snocciolava le canzoni che hanno segnato la sua carriera, portando la poesia nella casa di un poeta. E il Festival non poteva iniziare in modo migliore. Chapeau.