BRESCIA – Il Polittico torna in città, maestro Paroto preso all’asta

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Dopo che era stato portato fuori dal territorio bresciano e successivamente da quello italiano, ora il bel Polittico eseguito da Maestro Paroto nel 1447 torna nel suo luogo d’origine. Infatti, durante la scorsa serata, presso la sede Sothbey’s di New York, è stato battuto all’asta e acquistato per 217 mila sterline dalla fondazione Cab che così lo riconsegna alla città.

Il Polittico, gioiello dell’arte quattrocentesca bresciana, fu commissionato dall’arciprete delle Pieve di San Siro di Cemmo, Francesco Afro de Trevisio, al pittore Paroto, precisamente nel 1447, come ci testimonia l’iscrizione che era presente sul pannello centrale fino al XIX secolo. Dell’artista non si conosce molto, solo che ebbe dei rapporti con la famiglia dei pittori Da Cemmo, i quali lavorarono in Valcamonica. Il Polittico era composto originariamente da nove tavole dipinte a tempera, quella centrale raffigurante la Madonna col Bambino e ai lati San Siro, San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista, San Michele, Santo Stefano, Sant’Apollonia e Sant’Agata.

A completarlo c’era una Crocefissione, ora in collezione privata, insieme a un Angelo nunziante e una Vergine annunziata, oggi ormai purtroppo perduti. L’opera mostra come l’artista fosse legato al gotico internazionale, quello stile elegante e raffinato vigente nelle più importanti corti europee del Quattrocento, quindi aggiornato a pittori del calibro di Michelino da Besozzo e Stefano da Verona.

Gli spostamenti del Polittico iniziarono nel 1852, quando venne venduto al collezionista milanese Michele Cavaleri, per poi passare nel 1873 a Parigi, presso la casa di Enrico Cernuschi, ricco banchiere trasferitosi in Francia dopo aver partecipato alle Cinque Giornate. Alla morte del Cernuschi, il Polittico di Cemmo, messo sul mercato, si ritrovò nella Galleria Wildenstein di New York negli anni Sessanta del Novecento. Oggi, dopo essere stato per un po’ di tempo a Londra, grazie alla sensibilità della Fondazione Cab, ritorna sperando per sempre, a Brescia, che si arricchisce così di un nuovo capolavoro che le spettava di diritto.