BRESCIA – L’assessore Arcai risponde a Goldin sulla cultura in città

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Pochi giorni fa Marco Goldin, direttore di “Linea d’ombra” ed ex curatore responsabile delle mostre bresciane, ha criticato l’operato dell’attuale amministrazione comunale riguardo le esposizioni culturali e artistiche promosse. Pronta la reazione dell’assessore alla cultura Andrea Arcai, il quale ha sciorinato tutti gli ottimi dati relativi alla recente mostra in città.

L'assessore alla Cultura Andrea Arcai

“Matisse. La seduzione di Michelangelo”, secondo la classifica stilata da Repubblica, si è piazzata al quarto posto delle mostre più viste in Italia nel 2011, solamente dopo “Mapping the Studio” a Venezia, la collezione del Maxxi di Roma e “Vittorio Emanuele II” a Torino. I visitatori giunti a Brescia sono stati 248.862, numero inferiore solo alle grandi città culturali.

I risultati sono ancora meglio se si contano le visite giornaliere, ben 1.885 per Brescia, che segue la mostra su Vittorio Emanuele II a Torino, dove sono state 1.905. Numeri sicuramente incoraggianti nel giudicare i progetti dell’attuale amministrazione, pensando anche al fatto che il 90% dei visitatori è arrivato a Brescia appositamente per la mostra di Matisse.

Non è  facile proporre mostre ed esposizioni che possano attirare molta gente, in quanto i cittadini bresciani non hanno mai messo ai primi posti il settore culturale artistico. In un momento di crisi come questo, le difficoltà crescono ulteriormente, ma non bisogna arrendersi e continuare a valorizzare le nostre opere, che purtroppo a molti sono poco conosciute. Il comune ha sviluppato delle iniziative interessanti nei suoi anni di mandato, come le mostre su San Paolo, su Ercole fondatore di Brescia, sugli Inca e recentemente ha prodotto il primo catalogo generale della Pinacoteca Tosio Martinengo, sulle opere del Sei e Settecento.

Da segnalare, però, c’è il caos sviluppato nei mesi scorsi attorno alla famigerata mostra sui Maya, che ormai sembra del tutto tramontata. Ovviamente non esiste un’amministrazione comunale perfetta, ma la cosa importante è che continui a tentare di mantenere o di migliorare l’offerta artistica che la città può offrire, perché trascurare questo particolare settore sarebbe come auto infliggersi una grave ferita. L’unico lato positivo nel dibattito tra Goldin e Arcai è la dimostrazione che c’è ancora qualcuno veramente interessato al mondo della cultura.