MILANO – Sì del Pirellone alla legge contro la violenza sulle donne. Ok di Margherita Peroni

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Finalmente siamo arrivati in porto! Oggi non ho potuto essere presente in aula e partecipare al dibattito perché una missione a Bruxelles non me lo ha permesso, ma voglio esprimere la mia soddisfazione per l’approvazione della legge. Sollecitata dalla proposta di iniziativa popolare e consapevole della sofferenza e del dramma vissuto da tante donne, spesso anche dai loro figli, nel mio precedente ruolo di presidente della commissione Sanità e Assistenza mi sono fortemente impegnata, insieme alle altre colleghe e colleghi, per contribuire alla definizione di una proposta di legge regionale bipartisan.

Commenta così l’attuale assessore al Commercio, Turismo e Servizi della Regione Lombardia Margherita Peroni l’approvazione di una proposta di legge a favore delle difesa delle donne. Su questi temi – prosegue – non ci si può dividere e come prima firmataria della proposta di legge della maggioranza ho condiviso questo impegno nel lavoro di gruppo da me presieduto. I gravi episodi di violenza che conosciamo rappresentano la punta di un iceberg. Anche se oggi si può affermare che le donne hanno certamente maggior consapevolezza dei propri diritti e denunciano più che in passato le minacce e gli atti di violenza di cui sono vittime, soprattutto in Lombardia dopo la sensibilizzazione è stata maggiore, ma troppo spesso sono sole e non in grado di reagire o trovare soluzioni alternative; disposte a subire per la salvaguardia e il bene dei figli.

Di queste situazioni – continua la Peroni – si sono fatte carico storicamente le donne che hanno promosso iniziative di solidarietà, come i centri anti violenza, ma anche realtà laiche e religiose che hanno accolto tante donne disperate e indifese con i loro bambini, si sono occupate professioniste del mondo sanitario e della scuola. Anche tante amministratrici, che in mille difficoltà hanno trovato risposte in una rete di aiuto informale che con la legge vogliamo riconoscere e sostenere. La legge ha il merito di esprimere con chiarezza l’indirizzo di prospettiva e cioè che la violenza si contrasta e si combatte prima di tutto diffondendo la cultura del rispetto della persona.

E poi definisce la pista operativa: piano quadriennale di programmazione, tavolo permanente partecipato dalle associazioni e dagli enti, sostegno anche economico al rafforzamento e allo sviluppo della rete, interventi di prevenzione e sensibilizzazione. La legge non dimentica che, oltre alle donne da aiutare a ritrovare condizioni di vita normali, ci sono anche i maltrattanti che se non recuperati continueranno a esercitare violenza. Mi auguro – conclude – che per molte donne, vittime di maltrattamenti e violenza, si apra, anche per merito della legge, un futuro di speranza.