BRESCIA – Dai monti al mare: la Leonessa glorifica la bandiera d’Italia

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La serata di gala del Lions Valtrompia, in occasione del 12esimo Premio alla Carriera, ha stigmatizzato una volta di più, che dentro la ‘scatola sociale’, dentro un mondo fatto di parole, di carta e di promesse non mantenute, esistono pulsioni di solidarietà concreta che valicano gli interessi singoli superando i confini nazionali.

L'Ammiraglio al momento della premiazione

Intendiamoci i Lions mica sono casti francescani che abbandonano tutti i loro averi per aiutare i poveri. Sono persone benestanti, imprenditori e liberi professionisti, che si uniscono con lo scopo di intervenire, a livello mondiale e locale, per contribuire alla crescita umana dei compagni di viaggio meno fortunati e per promuovere quelle forme, quelle azioni volte alla valorizzazione di tradizioni che possano contribuire a creare un futuro migliore.

Una dozzina di anni fa il Lions Club Valtrompia ha avuto l’idea di creare un premio per quei personaggi che, secondo i parametri condivisi dalla società attuale, si sono distinti per una dedizione al lavoro e ai principi di legalità ed etica professionale e sociale che li ha portati ai vertici della loro carriera lavorativa. Con un’attenzione particolare per i bresciani. Essendo un momento molto importante, di riflessione e di stimolo, gli uomini del Lions hanno voluto creare una cornice degna di tale appuntamento.

Presumibilmente la decisione all’interno del Club è stata lungamente dibattuta e la scelta della ‘location’ è caduta sul rinomato Grand Hotel di Gardone Riviera degna ambientazione che profuma di opulenza, di vesti raffinate, di gioielli, di cibi sopraffini… segnali distintivi di chi dalla vita ha raccolto molto in termini esteriori. Ma l’esteriorità non è tutto, anzi!… La posizione privilegiata porta a una crescita delle responsabilità verso se stessi e verso gli altri. In pratica gli uomini del Lions Valtrompia hanno posto in essere una liturgia che stigmatizza, sancisce e celebra la vittoria delle regole sociali sulle forme di qualunquismo anarchico (nel senso più deteriore del termine) nelle quali prevale sempre e unicamente il più forte.

La serata di Gala del Lions Valtrompia può essere letta quindi anche in questo modo: occasione nella quale, con gioia sincera, si tributano onori a chi impegnandosi quotidianamente è riuscito a tracciare un percorso significativo ed emblematico.

Così nella serata gardesana di maggio quest’anno si è celebrata la carriera, singolare, di un uomo che, nato tra i monti ha costruito la sua vita professionale sul mare. Una carriera, una storia, che rasenta i confini della novella educativa alla De Amicis: un ragazzino che, quindicenne, lascia il suo paese natale, l’alpestre Breno, per andarsene a studiare nel Collegio Marittimo Morosini di Venezia. Una bella determinazione, una forte personalità che di anno in anno si sono affermate sino a portare Luigi Binelli Mantelli, classe 1950, al ruolo attuale di Capo di Stato Maggiore della Marina Militare.

In alta uniforme, accompagnato dal magnifico pullman promozionale della Marina Militare, il C.S.M. Ammiraglio Binelli Mantelli, presentato dal giovane sindaco di Breno Sandro Farisoglio, ha tracciato le linee portanti della strategia e degli obbiettivi della Marina Militare Italiana per i prossimi anni. Una serata condotta lungo il sottile filo rosso del patriottismo e della dedizione alla Patria intesa non solamente come confine fisico ma come confine morale tra il bene e il male, tra il proprio dovere e la lupesca rilassatezza, tra la lotta leale e il subdolo artifizio… Insomma tra quelli che sono i valori dell’Uomo e quelli che sono i risultati (peggiori) della semplice evoluzione naturale.

Il C.S.M. Ammiraglio Binelli Mantelli è stato preceduto in questa ormai lunga e forse inarrestabile sequenza di premi da: Prof. Giorgio Brunelli, Prof. Alberto Rovetta, Mons. Antonio Fappani, Cesare Lievi, Oscar Diprata, M.to Agostino Orizio, Cav. G. Lucchini, Prof. Avv. Giovanni Bazzoli, M. Belpietro, Dr. Preti, Avv.to Giuseppe Frigo. E che il Lions Valtrompia possa avere sempre l’imbarazzo della scelta su chi nominare per l’assegnazione del prossimo premio.