MONTISOLA – Percorsi Sperimentali con i maestri del Novecento

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Il paesaggio, riproposto sulla tela in base alla sensazione propria di ogni artista, colori e forme che provengono dal profondo di ogni autore. Questo è il tema centrale della quarta edizione di “Percorsi sperimentali”. L’inaugurazione della mostra si terrà domani, sabato 23 giugno alle ore 16,  negli spazi dell’ufficio Turistico a Peschiera Ma raglio di Montisola.

Un'opera di Oscar di Prata

L’esposizione dal titolo “Realismi. Maestri bresciani del Novecento. Opere da una Collezione privata” raccoglie le opere di di Matteo Pedrali, Oscar Di Prata, Angelo Fiessi, Giovanni Repossi, Achille Canevari, Arturo Bianchi, Martino Dolci, Antonio Di Prata, Pietro Leidi, Tita Mozzoni, Cesare Monti, Fabio Luigi Glissenti, Umberto Franciosi, Mario Pescatori, Giacomo Bergomi, Ottorino Garosio ed Edoardo Togni, presentate durante l’inaugurazione da Simone Fappanni, il curatore.

La mostra durerà da sabato 23 giugno fino all’8 luglio ed è stata promossa e organizzata dal Comune sebino. “Percorsi sperimentali” è una rassegna che  permette di conoscere, ospitare e promuovere artisti ed eventi culturali nel territorio. Quest’anno si valorizzeranno artisti bresciani.

Citando le parole di Fappanni, il curatore: “ il soggetto paesistico risulta declinato a seconda della sensibilità di artisti che incastonano, nella materia pittorica, quel senso di appartenenza ai luoghi dipinti che si avverte già dopo una prima, sommaria ricognizione dei loro lavori. Si pensi, a titolo esemplificativo, all’opera di Edoardo Togni, vero e proprio cantore della Valle Sabbia, raffigurata in quadri mai banali con enfasi e trasporto, oppure agli scorci, quasi incantati, gravidi di luce di Angelo Fiessi o ancora alle vedute di Achille Canevari.

Un paesaggio che si carica di luci e di colori che s’impongono nello sguardo e nella memoria al ritmo di partiture visive e prospettiche che non lasciano indifferenti: si pensi ai casolari di Pietro Leidi, una netta concertazione è presente negli oli di Arturo Bianchi, Antonio Di Prata e Giacomo Bergomi.

Visione e rappresentazione sono presenti in Oscar Di Prata. Accurati studi prospettici e coloristici sono anche quelli condotti da Martino Dolci, mentre la sperimentazione, anche planimetrica, è quella che contraddistingue un filone alquanto cospicuo della quadreria di Giovanni Repossi…”.

I paesaggi bresciani interpretati da grandi artisti appartenenti al territorio, visioni da punti di vista e prospettive differenti per una mostra che ha l’intento di promuovere il territorio e la cultura dei nostri luoghi.