SAREZZO – Matteo Salvini lancia le nuove battaglie della Lega Nord

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La nuova sede della Lega Nord come un’azione di continuo lavoro e rinnovamento che il partito vuole promuovere nonostante i problemi interni e le vicende giudiziarie che hanno coinvolto importanti esponenti del Carroccio, a partire dal leader storico Umberto Bossi. Nasce da questa idea l’ennesimo taglio del nastro arrivato nei giorni scorsi nei locali al primo piano del centro commerciale Europa 2000 di via Europa al quale erano presenti diversi militanti dalla Valtrompia e da Brescia.

Tra loro, il segretario provinciale Fabio Rolfi, quello locale della valle Matteo Micheli, il consigliere regionale Alessandro Marelli e l’assessore all’Istruzione di Palazzo Broletto Aristide Peli. L’ospite speciale invitato all’inaugurazione era però Matteo Salvini, diventato da poche settimane segretario regionale del Carroccio per la Lombardia e che si è soffermato sui numerosi temi che vedranno impegnato anche il partito.

Crisi economica che tocca Brescia e le sue aziende, molte famiglie che non arrivano alla fine del mese e soprattutto la riorganizzazione del partito per mantenere la vicinanza al territorio e condividere le battaglie dei lumbàrd. Durante l’apertura della sede si è parlato anche di disobbedienza civile verso alcuni temi (in particolare le nuove tasse, vedi l’Imu) che peserebbero sulla gestione delle famiglie e dei Comuni. “La Lega Nord amministra 400 Comuni e quattro Regioni mettendo anche il Friuli Venezia Giulia – commenta Salvini – e se un tempo, quando i soldi c’erano, potevano mandare risorse allo Stato centrale, ora non si può più fare beneficenza. In autunno accadranno cose negative per le famiglie perché la gente non ne può più – continua – e quindi sarete chiamati a dire anche dei no”.

Le battaglie secondo il segretario regionale del Carroccio saranno molte e sarà lo stesso partito a metterci la faccia – dice Salvini – perché per i cittadini sarebbe un grosso rischio. E poi lancia la provocazione: “E se le Regioni del nord con i 400 Comuni dicessero no alle disposizioni dello Stato chi ci ferma?”. E sugli esodati lancia l’idea: “Potrebbe essere la Lombardia a sostenere le 330 mila famiglie in cui il padrone di casa e senza lavoro e pensione. Come? Non mandiamo più i soldi a Roma, è illegale lo so, ma siamo disposti a farlo per salvare tutte quelle famiglie?”.