ESINE – Simulazioni in alta quota. Prudenza per l’estate

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Sabato 16 e domenica 17 giugno in Valcamonica si è svolta un’esercitazione regionale di soccorso in forra, organizzata dalla V delegazione bresciana e coordinata con la collaborazione della IX Speleologica. Hanno partecipato tutte le zone lombarde del Cnsas, comprese la Lariana, l’Orobica e la Valtellina e Valchiavenna. Il territorio interessato era quello dei torrenti Trobiolo, Lanico e Resio.

Una squadra composta da trenta tecnici ha lavorato per due giorni in sinergia nella simulazione di due diversi scenari di ricerca: il primo, sabato, per il mancato rientro di un squadra di forristi che avevano difficoltà a fuoriuscire perché si era bloccata una corda, ma senza feriti. Domenica, invece, l’operazione comprendeva la gestione del soccorso sanitario a una persona con fratture.

Il coordinatore dell’operazione ha seguito lo svolgimento dalla base di Esine. In acqua c’erano il referente sanitario, insieme con il caposquadra e altre figure di tecnici forristi, con i diversi gradi di competenza e formazione. Le diverse fasi comportavano, in sequenza, l’individuazione del ferito, la stabilizzazione, l’allestimento dall’alto per il recupero della barella, lo sforramento e il successivo trasporto a valle.

Durante la stagione estiva ci sarà un incremento dei frequentatori di forre, da chi pratica il canyoning ai pescatori, ma gli interventi di soccorso in questo tipo di ambiente spesso riguardano anche cercatori di funghi o asparagi oppure escursionisti. Il Cnsas ricorda che è opportuno prestare la massima attenzione alle zone più impervie, in prossimità di gole e torrenti, dove al rischio che comporta una scivolata si aggiungono la permanenza in acqua e l’ipotermia durante la notte. Per chi frequenta le forre da sportivo, è buona pratica pianificare l’uscita in base alle proprie competenze, lasciare detto dove si va e chiamare il 118 se il rientro non avviene entro un certo orario.