MILANO – No alla mozione del Pd pro stranieri, il Carroccio è contento

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In merito alla bocciatura nella sede della Regione Lombardia della mozione sulla cittadinanza agli stranieri presentata dal Partito Democratico, è intervenuto il consigliere della Lega Nord Alessandro Marelli. “Siamo soddisfatti – sottolinea Marelli – per la bocciatura della mozione presentata dal Pd in consiglio.

Il testo voleva sollecitare la modifica della normativa nazionale in materia di cittadinanza, chiedendo di attuare il passaggio dallo ius sanguinis allo ius soli. Come sempre il Pd si è nascosto dietro i soliti discorsi sull’integrazione che certamente però non passa dall’ottenimento di un pezzo di carta, ma solo ed esclusivamente dal comportamento dello straniero. Diciamoci la verità: il vero fine ultimo di tutte queste proposte – continua Marelli – è il diritto di voto per gli immigrati. Si tratta di un’operazione di marketing politico che aprirebbe alla sinistra, e non solo, un facile mercato elettorale.

La cosiddetta cittadinanza facile non aiuterebbe certo gli immigrati presenti sul territorio nazionale a integrarsi e questo vale anche e soprattutto per i loro figli. L’unico effetto che si otterrebbe sarebbe favorire un maggior numero di ingressi, spalancando le porte delle istituzioni ad associazioni di stampo integralista. Senza contare tutte le problematiche connesse che ne deriverebbero. Anzitutto risulterebbe impossibile espellere i parenti stretti clandestini dei bambini nati sul suolo italiano e si innescherebbe poi una serie di ricongiungimenti famigliari a catena.

Inoltre non si valuta affatto l’aspetto umanitario: ci troveremmo, infatti, a dover gestire l’emergenza di un Mediterraneo zeppo di carrette del mare piene di donne in gravidanza, con le inevitabili tragedie giornaliere che ne conseguirebbero.

Trovo inoltre particolarmente stucchevole, e inopportuno, da parte del Pd nascondersi dietro a richiami del Consiglio Pastorale Diocesano di Milano, oltre che ai diritti umani, per i propri bassi fini di natura politica. La Lega Nord – conclude il consigliere regionale del Carroccio – non può condividere la logica di chi, per un pugno di voti, è disposto a smerciare un diritto importante come quello della cittadinanza al primo venuto”.