BRESCIA – Niente multe per le quote latte, provincia “virtuosa” in Lombardia

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Dopo la comunicazione ufficiale di Agea, quest’anno non ci sarà alcuna multa in arrivo per le quote latte a carico degli allevatori bresciani. Ad annunciarlo è la sezione locale di Coldiretti nel sottolineare che per la campagna 2011-12 la produzione di latte commercializzata in consegne non ha superato il quantitativo nazionale di riferimento pari a oltre 10 milioni di tonnellate.

“Infatti – sottolinea Mauro Donda direttore di Coldiretti Brescia – la produzione è stata di 10,84 milioni di tonnellate di latte a fronte di una quota disponibile di 10,88 milioni. Quindi, per la terza campagna consecutiva non si versano multe all’Unione Europea. Comunque per i dati definitivi delle vendite dirette bisognerà aspettare il prossimo mese di luglio”.

Anche perché la produzione nazionale è aumentata rispetto alla campagna precedente del 2,16% e la Lombardia si conferma leader tra le regioni con il  41,12%, seguita da Emilia Romagna a 15,90% e dal Veneto a 10,28%. “A livello di province – spiega Donda – Brescia è sempre capofila con oltre l’11% della produzione nazionale, seguita da Cremona e Mantova.

Rispetto alla campagna precedente l’Emilia Romagna fa comunque segnare un +6,5%, il Piemonte +4,4% e la Lombardia +1,78%. Certamente l’analisi dei dati – continua il direttore della Coldiretti Brescia – dovrebbe tenere conto del fatto che negli ultimi dieci anni il numero degli allevamenti bresciani si è dimezzato arrivando a quasi 2 mila aziende, mentre la produzione è cresciuta del 30%.

Fortunatamente non ci sono multe da pagare in un momento nel quale non c’è ancora un prezzo del latte di riferimento per il latte alla stalla. E anche l’aumento di produzione è contenuto, e non giustifica di certo chi vuol deprimere il prezzo del latte alla stalla. In questo senso Coldiretti si è già attivata affinché il pacchetto latte possa iniziare a operare concretamente per valorizzare la qualità del latte italiano in una filiera che oggi non premia il lavoro degli allevatori”.