BRESCIA – Museo Santa Giulia in crisi. 50 lavoratori lasciati a casa

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La situazione culturale, purtroppo, non accenna a migliorare. Adesso anche il Museo cittadino di Santa Giulia è stato colpito pesantemente dalla crisi economica che versa ormai ovunque. Il museo bresciano, a partire da giugno, ha dei nuovi orari di visita a causa dei tagli sul personale. Quindi, chi volesse visitare tutto il complesso dovrebbe fare molta attenzione ai nuovi orari, a dir poco altalenanti.

Tra gli operatori socioculturali e gli addetti alle pulizie, sono cinquanta ad essere finiti in cassa integrazione in deroga, che coprirà le ore depennate in seguito alle decisioni prese. Questi dipendenti, assunti poco meno di due anni fa dalla cooperativa veneta “Pierreci Codess” dovranno attendere il nuovo bando della Fondazione Brescia Musei previsto per la fine dell’anno. Una crisi che arriva da lontano, precisamente dall’ultima grande mostra avvenuta nell’ottobre 2011 dopo la quale tutto si è ridimensionato, basti pensare al taglio del 20% sulle risorse museali che hanno lasciato senza lavoro circa ottanta dipendenti con contratto a tempo determinato.

Per non parlare poi della quanto meno bizzarra vicenda che ha riguardato la mostra sui Maya: una fantomatica autorizzazione mai arrivata al Ministero dell’Economia, come ha dichiarato Stefano Bisogno, responsabile delle previsioni delle spese del Ministero dei Beni Culturali, date e scadenze non rispettate, fondi insufficienti a coprire i costi dell’esposizione e il sito internet che fino a poco tempo fa offriva la possibilità di prenotare le visite per una mostra fantasma.

I problemi ci sono, non lo si può negare, e i 560 mila euro in meno rispetto al budget dello scorso anno contribuiscono a questo processo di involuzione nel settore della cultura e delle arti. Per il momento bisogna solo sperare che le poche risorse a disposizione vengano spese con raziocinio, in modo da poter offrire al pubblico degli eventi degni di una città come Brescia.