MANHATTAN – L’arte di Cattelan continua a far discutere in tutto il mondo

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Dadaismo, provocazione, pubblicità, un artista eccentrico che prende ispirazione dal mondo Dada ma se ne distacca intraprendendo una propria ispirazione artistica.

Cattelan, L.O.V.E.

Le sue opere sono sempre state fonte di discussione e polemiche ma resta uno degli artisti più quotati. Maurizio Cattelan nasce a Padova nel 1960 e vive tra Milano e New York. Torna a far parlare di sé per una fotografia, un cartellone enorme situato a Manhattan, nel quartiere Chelsea.

La fotografia realizzata in collaborazione con PierPaolo Ferrari, fotografo con il quale l’artista ha fondato la rivista “Toilet Paper”, raffigura le dita di una donna appena uscita dalla manicure, dita di una donna di mezza età posizionate su uno sfondo blu.

La provocazione nella sua arte è una firma, con “La Nona Ora, 1999”, rappresenta papa Giovanni Paolo II a terra colpito da un enorme meteorite. L’opera è stata battuta da Christie’s nel 2001 per la cifra record di 886 mila dollari.

Nel 2001 decide di rappresentare Hitler, Him, in ginocchio mentre prega, con gli occhi pieni di lacrime che ricordano gli occhi dei bambini. Forse la sua opera più importante e conosciuta è “L.O.V.E”, situata in Piazza Affari di fronte alla sede della Borsa di Milano, l’edificio datato 1932 presenta le caratteristiche dell’architettura fascista.

Cattelan, 2001

L’opera è un’enorme scultura raffigurante una mano con il dito medio alzato. Risale al 2004 l’opera che creò più scandalo, a un albero di Porta Ticinese a Milano, appese tre bambini, tre manichini impiccati a un albero. Piene di interesse dei media e degli appassionati di arte sono le sue apparizioni e le sue opere alle Biennali di Venezia, un artista che nel bene o nel male, tra apprezzamenti e polemiche fa parlare di sé sempre.

Nel 1993, prima Biennale a cui partecipa Cattelan, “Lavorare è un brutto mestiere”, l’artista non espone una sua opera ma decide di affittare lo spazio espositivo a un’agenzia che utilizzò il luogo per motivi pubblicitari. Nel 1997, tema della Biennale è la mescolanza dell’arte italiana, il protagonista dell’opera di Cattelan è l’Arte Povera e realizza “Turisti”.

Il padiglione italiano visitato prima della manifestazione fu trovato in uno stato di abbandono, sporcizia e piccioni. Cattelan decise di lasciarlo così, aggiunse solo 200 piccioni imbalsamati posizionati sulle travi del padiglione ed escrementi degli stessi sul pavimento. Un’arte basata sulla provocazione, un’arte dadaista che vuole far parlare di sé e sempre ci riesce, Cattelan è tornato e la sua opera si trova ora tra le vie di Manhattan.