PARIGI – E' di nuovo sfida tra Djokovic e Federer al Rolland Garros

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Lo svizzero Federer, sotto due set, supera a fatica Del Potro in 3 ore e 16 minuti, con il risultato di 3-6, 6-7, 6-2, 6-0 e  6-3, mentre Djokovic riesce a spuntarla contro Tsonga 6-1, 5-7, 5-7, 7-6 e 6-1. La caduta degli dei. Si sarebbe potuta definire così la prima giornata dei quarti di finale al Roland Garros 2012. Invece gli dei si sono dimostrati, ancora una volta, i migliori. Infatti sia Federer, che Djokovic, hanno rischiato grosso contro due tennisti agguerriti e aggressivi.

Roger Federer

Lo svizzero, all’inizio del match, è stato colpito dalla furia di Del Potro, che si è aggiudicato il primo set 3-6, tirando delle pallate impressionanti da tutte la parti del campo, insieme a un ottimo servizio, contro un Federer intimorito e con un rovescio molto impreciso. Il secondo set ha visto la reazione dello svizzero che si è guadagnato diverse palle break, purtroppo non sfruttate a causa della puntuale prima di servizio dell’argentino, il quale infine si è aggiudicato il tie-break per 4-7. Nel terzo set, per Roger si è accesa la luce: colpi incredibili a centrare sempre linee e angoli, eleganti ed efficaci smorzate, una buona percentuale di prime di servizio in campo e soprattutto diverse risposte in back, che tanto hanno messo in difficoltà un Del Potro, a dir la verità, poco concentrato.

Il quarto set è stato una formalità per l’ex numero uno del mondo, che si è mantenuto a un livello altissimo, aiutato anche dalla resa di Del Potro. Il quinto e decisivo set non ha fatto altro che evidenziare la superiorità di Federer rispetto all’argentino, che a un certo punto ha fatto pensare a un fastidio al ginocchio sinistro già malconcio, subito però smentito dallo stesso giocatore nell’intervista di fine partita dichiarando: “No, l’infortunio non ha influenzato la partita e i miei movimenti. Ho perso perché lui ha giocato meglio”. Novak Djokovic, invece, ha dovuto sudare sette camicie per liberarsi del francese Jo Wilfried Tsonga.

Novak Djokovic

Dopo la durissima partita di domenica contro l’italiano Seppi, nella quale si trovava indietro di due set, il serbo rischia nuovamente ai quarti. Il primo set scivola via senza problemi per il numero uno del mondo, ma poi Tsonga, trascinato dall’intenso tifo dei suoi connazionali, si aggiudica, con un tennis molto aggressivo, il secondo e il terzo set, riuscendo in entrambi i casi a rubare la battuta di servizio nel sesto game del rivale. Anche nel quarto Djokovic deve difendersi da uno Tsonga molto motivato, tanto che si guadagna ben quattro match point. Proprio in questo momento Novak torna quello del 2011, il giocatore che sembra imbattibile: cancella tutti i match point, alza le barricate in difesa e attacca con tiri potenti e precisi, aggiudicandosi il tie-break. Nell’ultimo set, con il francese demotivato, e soprattutto con Djokovic esaltato e concentrato, non c’è partita.

Iniziano così gli errori gratuiti di Tsonga che consegnano la vittoria al serbo, il quale ha dimostrato che la sua arma principale, non sia la tecnica o la stratosferica forma fisica, ma la motivazione e la forza psicologica da vero guerriero che non si da mai per vinto, anche quando la situazione sembra disperata. Venerdì la prima semifinale sarà proprio Djokovic contro Federer, come poche settimane fa a Roma, quando ci fu la vittoria schiacciante del serbo, il quale rimane favorito. Oggi invece si giocheranno gli ultimi quarti: Murray-Ferrer e il favorito alla vittoria finale Nadal-Almagro.