SALO’ – Interventi al seno, la tavola rotonda con chirurghi e soubrette

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Parte del corpo alla quale molte donne dedicano una maggiore attenzione, il seno è simbolo per antonomasia di femminilità. Ma un seno più abbondante non è per tutte. Questo è quanto emerso dalla tavola rotonda organizzata dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE) dedicata a “L’importanza del seno per la donna: femminilità, sessualità, funzione e successo professionale” che si è svolta ieri sera sul Garda e ha visto gli interventi di Francesca Romana Tiberi, psicologa e sessuologa e presidente dell’Aspri (Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Relazionale), Egle Muti celebre chirurga plastica e ideatrice di particolari tecniche per correggere gravi difetti congeniti delle mammelle, Daniela Pompili rappresentante del Movimento Identità Transessuale e la soubrette Carmen Russo e coordinata da Chiara Botti chirurgo plastico.

Due i dati di partenza: prima di tutto “l’aumento del seno è l’intervento estetico maggiormente richiesto e praticato in Italia” ha ricordato il presidente di AICPE Giovanni Botti, in apertura dell’incontro. In secondo luogo, il seno ha perso nel tempo l’immagine associata alla sua principale funzione, l’allattamento, in favore della seduttività. “Ma, una mammella che allatta o ha allattato può risultare anche solo per questo seducente e le donne dovrebbero esserne consapevoli sentendosi in questo realizzate. Non v’è quindi contraddizione o antitesi fra allattamento e funzione erotica” ha detto Francesca Romana Tiberi.

Avere belle forme e un decolleté prosperoso è visto come elemento di affermazione personale. Ma non è l’unico. “È fondamentale che alla femminilità esteriore corrisponda un comportamento femminile” ha proseguito la sessuologa. Inoltre, “occorre analizzare le aspettative reali di chi vuole una “maggiorazione” per riconoscere le false attese, quali ad esempio il perseguimento, attraverso l’intervento, del successo in ambito lavorativo, sociale o familiare”. Carmen Russo, nota soubrette, ha lanciato negli anni ’80 la figura della “maggiorata” nel mondo dello spettacolo. “Ma quando si è riconosciuti solo per le proprie forme è difficile essere apprezzata per un talento” ha detto la ballerina intervenuta alla tavola rotonda.

Carmen Russo

“Questa esigenza mi ha spinto caparbiamente a un continuo sacrificio e impegno nella danza per impormi, per spostare gli occhi di chi mi guardava dal seno alla mia bravura”. Ha proseguito: “Non è facile avere un grosso seno: all’armonia esteriore deve corrispondere un’armonia interiore”. La fisicità però può aiutare. Ha ricordato Daniela Pompili rappresentante del Movimento Identità Transessuale. “Una transessuale è dotata di sensibilità sessuale particolarmente spiccata e la presenza di un seno rappresenta un elemento fondamentale e un requisito necessario per l’identificazione personale. Il seno, nel mio sentire, non rappresenta solo un attributo seduttivo, ma un elemento essenziale alla traduzione fisica del vissuto interiore”.

Davanti alla volontà di avere forme più marcate, resta la necessità di capire come questo sia possibile. “La mastoplastica additiva può essere eseguita con l’utilizzo di protesi o, in casi più particolari, attraverso ripetuti interventi di trapianto di grasso” ha affermato Egle Muti chirurgo plastico. Quale la taglia cui aspirare? “È fondamentale che il chirurgo sia in grado di interpretare i veri desideri e le profonde motivazioni che spingono una donna alla richiesta di una mastoplastica”. E, in alcuni casi, le richieste possono essere “incongrue”.

Fondamentale resta il tema della sicurezza dell’intervento chirurgico. Ha ricordato Muti. “L’incidenza delle complicanze è direttamente proporzionale alle dimensioni delle protesi impiantate e complicanze. Fortunatamente le complicanze da mastoplastica additiva con protesi sono locali e risolvibili”. Se si parla di sicurezza, un elemento di garanzia è anche il costo. “I bassi costi in chirurgia estetica non possono coniugarsi con la qualità” ha sottolineato Chiara Botti chirurgo plastico. “L’esperienza degli operatori ha un costo, così come una sala operatoria ben attrezzata, un’assistenza continua e l’utilizzo di materiali certificati”.