KILOMETRO ROSSO (BG) – 2011 ok per le fonderie e non ferrosi. Crisi per l’inizio 2012

0

La Federazione Nazionale delle Fonderie presenta all’assemblea generale ordinaria delle Associate i risultati a consuntivo dell’Industria Italiana di Fonderia  nel 2011, offrendo alcune proiezioni sull’andamento del settore nell’anno in corso. Nel 2011 l’industria italiana di Fonderia ha allungato il trend positivo avviato nel 2010 conseguendo incrementi a doppia cifra per tutti i principali indicatori economici (produzione e valore della produzione).

Il risultato è stato determinato principalmente dall’ottima performance acquisita nella prima parte dell’anno e grazie al contributo del canale delle esportazioni, mentre la componente della domanda interna è stata ancora piuttosto debole. Tra la fine del terzo e l’inizio del quarto trimestre del 2011 il settore ha mostrato un rallentamento, dando avvio a una nuova delicata fase congiunturale. Nonostante il rallentamento dell’ultima parte dell’anno, la tenuta delle vendite sui mercati esteri ha consentito alle imprese di archiviare il 2011 con un aumento del fatturato mediamente del 20% e dei volumi prodotti del 12%.

La crescita è risultata diffusa a tutti i comparti con un minor dinamismo per quelli legati alle costruzioni che scontano la pesante crisi del ciclo immobiliare. Nel complesso nel 2011 l’Italia con circa 1.100 fonderie che occupano 29.340 addetti ha realizzato un valore della produzione pari a 7,5 miliardi di euro e 2,2 milioni di tonnellate di getti. Con 978.280 tonnellate di getti non ferrosi e un gap di sole 500 tonnellate l’Italia si riappropria della leadership Europea in ambito non ferroso. Il primato conteso alla Germania era stato momentaneamente accantonato a causa delle nefaste conseguenze della crisi del biennio 2008-09 che ha visto il nostro Paese maggiormente penalizzato rispetto al competitor tedesco.

L’Italia si conferma il secondo produttore di getti ferrosi con 1.236.229 tonnellate dopo la Germania e prima della Francia (produzione di tubi esclusa). Il 2011 si è così chiuso all’insegna di un contesto operativo in progressivo deterioramento per le fonderie. Da un lato, la debolezza della domanda interna ha continuato a gravare su un settore legato all’andamento del ciclo nazionale, dall’altro il rallentamento dell’economia mondiale, sopraggiunto nel secondo semestre 2011, ha aggiunto ulteriore variabilità allo scenario, costringendo le imprese a una navigazione ancora più a vista.

Questo quadro di fragilità ha avuto carattere di continuità anche per l’inizio dell’anno in corso. Le previsioni in merito all’evoluzione dei principali settori committenti dell’Industria di Fonderia per il 2012 sono per una riduzione generalizzata, in particolare per l’automotive e la meccanica che sono i settori che nel biennio 2010-11 hanno registrato i maggiori incrementi delle vendite. I nuovi ordini segnalano una forte contrazione in aprile, con la componente estera in rallentamento. Questo scenario a tinte fosche caratterizzato da profonde incertezze si presenta anche per gli input produttivi.

I prezzi delle materie prime sono calati nel secondo trimestre dell’anno, ma rimangono ancora elevati nel medio periodo. Vige una quiete limacciosa, sintomo di stagnazione e d’incertezza sul futuro. Il balzo dei prezzi dell’energia elettrica sta comprimendo i margini operativi delle aziende erodendone così la competitività rispetto ai principali competitors europei verso i quali sono destinate circa l’80% delle nostre esportazioni. Nel 2012 il contributo del canale estero dovrebbe mantenersi, nel complesso positivo, ma insufficiente per compensare la stagnazione della domanda interna.

SCARICA I DATI SUL BILANCIO DELLE FONDERIE

LEGGI IL DISCORSO DEL PRESIDENTE ENRICO FRIGERIO