Terremoto politico

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Ci risiamo. Finite le operazioni di spoglio delle schede nessuno dice chiaramente di aver perso. Nessuno dice chiaramente che ha vinto il partito di chi – non andando a votare – ha voluto esprimere tutto il disgusto per una classe politica lontana anni luce dalla vita quotidiana della gente comune.

Avrebbero vinto loro, se non fosse che chi non partecipa non vince mai.

Ho appena finito di ascoltare la solita rassegna stampa mattutina sui vari canali di news e mi stupisco di riuscire ancora a stupirmi nel sentire i vari “politici” – se così li possiamo chiamare – che litigano sul nulla.

Quella bella donna della Santanchè che anziché farsi gli affari del Pdl si sforza di dimostrare che ha perso Bersani e si compiace che il popolo di destra non abbia consegnato il paese alla sinistra. Applausi: una grande analisi.

Mi ricorda quella che sentii dalla Gelmini ospite dell’assemblea 2011 di Confartigianato a Brescia, quando replicò ad una domanda di Nicola Porro sulla disaffezione dell’elettorato di centrodestra verso il Pdl, rispondendo che “tanto, se non con il Pdl, con chi potevano andare?”

Lo scrissi su questo giornale anche allora: non sarebbero andati lontano, con tutta quell’arroganza. Non sono andati lontano. Dopo solo un anno sono alla disfatta. Come la Lega “della Roma ladrona”: loro invece non sapevano, hanno fatto tutto da soli la Mauro e Belsito con la complicità del “Trota” e – forse – dei soliti “servizi deviati”.

E Adornato, UdC? Sentite cosa dice: “politicamente” ha vinto Casini, perché con solo l’8% dei voti ha imposto il governo Monti a Pdl e Pd salvando – così – l’Italia dal default. Grande Adornato, applausi anche per lui.

Ma con che politici abbiamo a che fare? E poi dicono che il comico è Grillo, dicono che il sentimento dell’antipolitica lo alimentano i giornali con i loro attacchi sconsiderati alla “casta”.

Ora ditemi: che voglia può venire, agli italiani, di votare per questa gente? Se non fosse che chi non partecipa perde sempre… mi verrebbe da dire che ci si potrebbe pensare. Se non fosse che a non esserci si perde sempre.