SAREZZO – Tre ricette anti crisi: viabilità, giovani e formazione

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Giovani, formati e con le infrastrutture al loro servizio. E’ questa la ricetta per uscire dalla crisi del lavoro e della disoccupazione secondo i relatori che ieri sera, venerdì 18 maggio, hanno partecipato a un convegno sul tema, allargato anche a livello della provincia di Brescia, nella sala Civica di Ponte Zanano, frazione del paese valtrumplino.

La tavola rotonda organizzata dal circolo locale dell’Acli è stata moderata dal presidente della sezione Roberto Rossini. Accanto a lui, invece, erano presenti i vertici del sindacato bresciano, degli imprenditori e amministrazioni comunali e montane. Tra loro, i segretari generali di Cgil e Cisl di Brescia Damiano Galletti ed Enzo Torri, il vicepresidente di Aib Bruno Bertoli, l’assessore ai Servizi sociali della Comunità montana della Valtrompia Andrea Porteri e il sindaco di Sarezzo Massimo Ottelli. Durante la serata sono state identificate le cause che hanno portato all’attuale congiuntura economica, ma soprattutto le soluzioni, non facili da percorrere, per uscirne alla svelta.

Il crac finanziario del 2009 negli Stati Uniti ha allargato il suo impatto fino all’Europa e quindi l’Italia colpendo prima gli istituti di credito e da un anno le famiglie alle prese con la disoccupazione e la cassa integrazione. Ma dal convegno è emersa anche una convinzione: non si può trattare di crisi globale se altri Paesi come Germania, Francia, Inghilterra e quelli emergenti stanno procedendo bene anche nel Pil. E allora il problema rischia di essere soprattutto italiano. Illegalità e corruzione diffusa, evasione fiscale, eccessiva differenza tra chi guadagna molto e chi poco, troppo alto il costo del lavoro, ma anche una società che punta ancora poco sui giovani.

A questi fattori, entrando nel locale e nel merito della tavola rotonda di ieri sera, si aggiunge il problema viabilità e infrastrutture che la Valtrompia sta lamentando da decenni (vedi il caso dell’autostrada). E la causa principale, secondo i relatori, che hanno spinto numerose aziende a traslocare nelle bassa bresciana alla ricerca di nuovi spazi è proprio la vicinanza alle grandi arterie stradali. Se il trasporto di materiale rappresenta il 20% del costo del prodotto finale (dati Aib) si punta a delocalizzare. E la valle sta assistendo a una continua migrazione verso altre zone, dopo che negli anni Settanta era considerata la fucina di prodotti eccellenti e competitivi su tutti i mercati mondiali.

La disoccupazione in provincia e nella valle pesa sui giovani alle prese con un futuro incerto e sui padri di famiglia, mentre 7 italiani su 10 residenti in Valtrompia sono iscritti al centro per l’impiego di Sarezzo. In questo panorama drammatico, le soluzioni secondo chi è intervenuto ieri sera sono, oltre alla viabilità, anche i giovani e la formazione. C’è il bisogno di idee nuove e fresche, ma anche di un’istruzione che possa formarli in vista delle esigenze che il lavoro chiede. A questi si aggiunge una politica energetica che manca e il costo del lavoro troppo alto. Nella situazione, da quanto è emerso ieri, la grande assente è la Politica nazionale. Pochi interventi seri e scarso interesse per disoccupazione e povertà che stanno preoccupando la società civile.