La tassa su cani e gatti? E’ una tassa di scopo

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Sì, ha lo scopo di farci capire che in Parlamento ci sono enormi sacche di idiozia. Il capofila è un tal Gianni Mancuso, deputato del Pdl, purtroppo.

Pensavo di aver già visto e sentito il peggio del peggio ma – davvero – al peggio non c’è mai fine. Si sono affrettati, i capigruppo al Senato e alla Camera del Pdl, a smentire e a commentare che – tanto – una proposta così non passerà mai. Applausi.

Ma io proporrei di andare oltre: facciamo dimettere, a forza, l’idiota che l’ha proposta.

E guardate che – qui – c’entra poco discutere sull’elevato livello di tassazione, sul ruolo sociale degli animali nella fase della terza età o in quella adolescenziale, sul fenomeno del randagismo o sui costi sociali dei canili comunali.

Qui c’entra solo avere o no un tasso di umanità nel sangue che ci porti a conoscere e capire davvero il valore affettivo che si dà alla vicinanza di un animale domestico. In mancanza di questo valore arriveremo presto ad una tassa di scopo sugli amici poi, a stretto giro di qualche mese a quella sui nonni, poi sui figli, poi sui genitori.

Ci rimane d’attendere solo la tassa sull’aria che respiriamo. E qui vi autorizzo pure a pensare liberamente che sono un qualunquista, che ho poco senso dello stato, che semplifico sempre problemi complessi.

Pensate pure quello che volete ma credo di interpretare davvero il pensiero della quasi totalità della gente quando dico che è ora che vadano tutti a casa.

E, se davvero metteranno la tassa sui gatti e sui cani, qualunque sia l’importo, farò tutti i sacrifici necessari per difendere il diritto di avere per casa la nostra adorata LouLou, una miciotta dolcissima assai più intelligente di molti parlamentari senza cuore né umanità.

Doti che – inizio a pensarlo veramente – mancano totalmente a quella massa di tecnici e professoroni che avrebbero dovuto salvarci dallo spread e dal declino economico e sociale, verso il quale ci stanno – invece – irreversibilmente spingendo a forza di tasse e decreti “salvaquello e salvaquesto”.

Salvo, invece, salvare solo se stessi a la casta dei politici e parlamentari attuali con tutti i loro privilegi e benefits vari.

Si vergognino la faccia, se gliene è rimasta una e ascoltino il grido di disagio e – qualche volta – di sofferenza vera che sale dalla gente che lavora, dipendenti e piccoli artigiani o commercianti, che non hanno portato le loro attività all’estero ma sono rimasti sul territorio a combattere tutti i giorni cercando di difendere aziende e posti di lavoro, contro le avversità del mercato in crisi, di una burocrazia cieca e stupida che anzichè tendere a valorizzare le risorse umane e produttive le penalizza con provvedimenti depressivi, con un sistema creditizio asfittico che soffoca gli investimenti.

Altro che pensare di tassare gli animali domestici.