PEZZAZE – Geometrie e odori segreti: sulle tracce dell’Orecchiona

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Giornate quasi novembrine quelle che il 5 e 6 maggio hanno visto protagonisti i cani da seguita per caccia alla lepre. Le nubi basse si impigliavano nei rami degli abeti e dei larici, lasciando trapelare a tratti la luce del sole che creava paesaggi fantasmagorici da fare invidia agli scenari andini.

L’occhio non si sazia di questo verde, esaltato dall’aria pulita, che sfuma, in tutte le sue gradazioni, nel limitato ma infinito, plumbeo orizzonte. Pezzaze dorme ancora e i rintocchi domenicali delle campane si perdono tra le geometrie iperboliche degli abeti e delle nebbie che si adagiano sulle cime degli alberi.

A Mondaro, frazione di Pezzaze, tuttavia, c’è un’insolita vita: all’alba si sono radunati  concorrenti, giudici e accompagnatori che parteciperanno alla seconda giornata della Prova per cani da seguita alla lepre. È la tredicesima prova organizzata nel Comune triumplino dall’Associazione Segugi e Segugisti.

Il giorno prima, sabato 5 maggio, hanno gareggiato le coppie (di cani ovviamente); oggi tocca alle mute. Dopo i sorteggi i concorrenti si preparano a partire: i motori diesel dei potenti pick up ronfano tranquilli e sornioni mentre si incolonnano seguiti dalle vecchie Panda 4×4, rattoppate, che stanno insieme a qualche porca maniera ma ancora efficienti e sbarazzine (non a caso è tuttora l’auto ai vertici delle preferenze dei cacciatori delle nostre zone); il tutto condito dall’uggiolare degli splendidi segugi.

Noi saliamo sul Suzukino (modello ‘Samurai’; sarà un caso…) del Pietro Zenti che, con la sua filosofica, liturgica, morale interpretazione è il maestro, il Guru della caccia alla lepre. Con delle differenze: il Guru tradizionale, quello orientale, normalmente abita in una capanna o in una grotta che devi faticare a raggiungere; quando chiedi al tuo Guru un consiglio, dopo un lungo silenzio, ti risponde cose del tipo “L’acqua scorre verso il mare e si disperde nel tutto” o “Il sentiero del divino è dentro di te” e torna alle sue meditazioni.

Tu te ne vai a casa e mediti a tua volta. Il Pietro invece non fai fatica a trovarlo, abita in una bella casa e parla ininterrottamente dalle sei della mattina a notte fonda. E parla quasi esclusivamente di caccia. Comprenderete che dopo una giornata con il Pietro rischiate di diventare dei teorici esperti della caccia all’Orecchiona.

Mentre percorrevamo strade e sentieri del Colle di San Zeno, difficilmente riuscivamo a capire se il Suzukino scodinzolava e traballava a causa delle buche nella strada o perché il Pietro si agitava mentre spiegava i problemi legati al mondo venatorio. Nel frattempo avevamo gli occhi incollati alla strada e le mani arpionate a quache anfratto della carrozzeria perché il Pietro gesticolava, si girava a guardarti mentre argomentava, prendeva le curve in contromano… Insomma un viaggio istruttivo ed elettrizzante… In ogni caso, nonostante il tempo sia stato tanto clemente da donare generosamente anche una lieve grandinata verso il mezzodì, è stata una splendida giornata.

I Pezzazesi sono molto ospitali e considerano sacro l’ospite (che, tra l’altro, è uno dei capisaldi della filosofia induista dei Guru) tanto che i segugisti di Pezzaze, avvantaggiati dalla conoscenza del territorio, si sono astenuti dal partecipare alla prova per consentire agli ospiti di gareggiare e divertirsi con la massima lealtà. Al ritorno dalla splendida Gandina e dall’altrettanto splendida Valle dei Faggi, una fila di macchine blocca la mulattiera.

In capo alla fila, sul cassone di un pick up, un cacciatore distribuisce pane e salame. Si mangia e si chiacchiera. Di Orecchione naturalmente. Pranzo e premiazioni all’agriturismo ‘I Baitei’, affollatissimo per la presenza di amici, conoscenti e simpatizzanti. Prima di elencare i risultati delle prove segnaliamo il premio speciale attribuito al diciassettenne Luca Zugno che con i suoi segugi Barbel e Biondo si è meritato l’ammirazione dei giudici e degli accompagnatori.

La classifica per quanto riguarda le coppie ha visto vincitore Giacomo Guerini, con Baldo e Dea, che ha ottenuto la qualifica di ‘Molto Buono’ e 43 punti; al secondo posto troviamo Franco Gervasoni con i segugi Trombi e Rondel (Qualifica ‘Molto Buono e 39 punti); terzo si è classificato Marino Freddi con Timba e Bionda (Qualifica ‘Buono’ e 38,25 punti).

La classifica finale ‘Mute’ ha glorificato Franco Silini che con la sua muta (Baldo, Bill, Timba e Riva) ha ottenuto la qualifica di ‘Eccellente’ e 45,25 punti, seguito da Marcello Fontana con i cani Brio, Diva, Timba e Viola (Qualifica ‘Molto Buono’ e 43 punti) e da Valeriano Moretti con i segugi Kim, Lila, Tosca, Stella e Dora (Qualifica ‘Molto Buono’ e 40 punti).