APRICA – Digitale terrestre sulle cime? Un’equipe di esperti verifica la copertura

0

Ci si è spesso chiesti se sia valsa la pena di passare al digitale terrestre. Dover acquistare un nuovo televisore, oppure almeno un decoder per far funzionare quello vecchio, dover rinunciare alle antenne a baffo, dover risintonizzare il tutto, e “ce la farà poi il vecchio impianto d’antenna?” Sono domande che tutti si sono posti. E poi aver a che fare con un digitale ove se le immagini arrivano sono di ottima qualità, ma se la ricezione non è buona non arrivano nemmeno e lo schermo resta buio, quando invece con la vecchia tv analogica qualcosa si riceveva sempre, anche se l’immagine era sgranata o saltellante.

Ecco, ne è valsa la pena? Il progetto editoriale “Le Televisioni impossibili” lanciato nel dicembre scorso sulla rivista “Broadcast & Production” dall’ing. Davide Moro vuole rispondere a questa domanda dimostrando che col digitale terrestre si possono ricevere immagini televisive di ottima qualità tecnica anche dai punti più inaccessibili delle Alpi e, nel contempo, mettendo in luce l’elevata affidabilità e maneggevolezza degli strumenti di misura necessari a tali rilevazioni. Una squadra di spericolati tecnici televisivi alpinisti, armata di recentissimi strumenti di ridotto ingombro e peso, quali antenne di misura, relativi treppiedi e analizzatori tv, dopo aver esplorato le Alpi valdostane e liguri, si accinge a farlo ora anche sulle Alpi valtellinesi, meta il Monte Palabione che domina il passo dell’Aprica.

È un luogo che 40 anni fa vide altri tecnici televisivi, quelli delle squadre di ripresa esterna della Rai, smontare un intero pullman attrezzato e far salire sui seggiolini della funivia di allora i pesanti apparati di quei tempi (telecamere, controlli camere, monitori, mixer, ecc.), rimontando una regia televisiva collegata in ponte radio con le reti Rai lassù, sulle nevi sotto la cima del Palabione, per far godere agli spettatori le riprese di una gara nazionale di sci che, per mancanza di neve, non poteva arrivare fino al passo.

Nume tutelare di quella operazione, ormai lontana nel tempo, il cav. Attilio Bozzi che ancora oggi, a 91 anni, presiede la SITA, la società degli impianti di risalita del Palabione. Due imprese, due sfide di “quelli della televisione” a una montagna che ne ha viste tante altre, forse ben più impegnative, ma non meno emozionanti. Mercoledì 16 giugno una squadra tecnica, composta dall’ing. Davide Moro, responsabile del progetto editoriale, Andrea Rivetta direttore della rivista, Damiano Cogni tecnico di El-Towers e Vincenzo Potertì di Delo Instruments/Sefram Aldena, arriverà all’Aprica ove, con l’assistenza del locale ufficio Turistico, del Cai e del Soccorso Alpino e sotto lo sguardo dell’ing. Franco Visintin che visse con la Rai la vicenda delle riprese di quaranta anni fa, salirà in cima al Palabione per rilevare quanto è ricevibile in digitale terrestre e controllarne la qualità tecnica.