SONICO – La Polveriera della guerra diventa “Casa della Memoria”

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Il 29 marzo 1945 ci fu un bombardamento alla polveriera, un evento drammatico, forse il più distruttivo per la Valcamonica durante la seconda guerra mondiale. Grazie all’intervento del partigiano, Nando Sala, i caduti allo scoppio della bomba furono limitati.

“Casa della memoria”.

Otto aerei anglo-americani, per impedire ai tedeschi di rifornirsi di armi durante la ritirata, scagliarono delle bombe sulla polveriera.  Gli ordigni distrussero le abitazioni situate tra Sonico e Rino. Purtroppo quattro persone che lavoravano nei campi, e altre tre nei giorni successivi, recuperando gli ordigni dispersi sul terreno morirono.

Il partigiano scese dalle montagne per dare l’allarme alla popolazione, gran parte si mise in salvo  e le vittime furono “solo” dieci. Grazie all’iniziativa del Comune di Sonico e delle Fiamme Verdi dell’Alta Valle, l’ex polveriera si trasformerà nel museo “Casa della memoria”.

Un museo contenente le testimonianze di chi ha vissuto quell’esperienza della guerra. I lavori inizieranno entro l’anno, l’intento è di ripulire l’edificio e di metterlo in sicurezza. L’immobile si trova sulla strada che da Sonico va verso Rino, sono rimaste poche finestre e manca il tetto. Il museo conterrà i nomi dei caduti, testimonianze belliche e  reperti della Guerra che vide molti protagonisti sacrificarsi per il bene del paese.

All’interno del museo, all’ingresso sarà posizionata una scultura dell’artista Fabio Peloso, tre steli che rappresentano i tre martiri: una vittima deceduta in un campo di concentramento e due partigiani, uno appartenente alle Fiamme Verdi e uno del 54esimo battaglione Garibaldi.

L’iniziativa punta a tutelare e valorizzare un reperto storico, testimonianza degli anni che hanno plasmato eroi e visto molti civili combattere e sacrificarsi per la libertà.