BRESCIA – Nasce il centro sui Longobardi. Un modello per l’Italia

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Ieri, sabato 5 maggio, è stato istituito il “Centro Italiano di Studi Longobardi”, grazie alla collaborazione tra il Comune e la Fondazione Brescia Musei, con l’obiettivo di rilanciare il bel complesso di Santa Giulia. L’iniziativa, nata dal recente riconoscimento Unesco, apre i lavori focalizzandosi sulla figura dell’ultimo re longobardo prima dell’arrivo dei Franchi, Desiderio, sovrano molto attivo nel periodo di reggenza.

Il progetto, grazie al lavoro dei massimi esperti nel settore, si concentrerà nel presentare la persona di re Desiderio, i suoi rapporti con la Chiesa, con i Duchi longobardi e con i complessi monastici del regno, esaminando poi la strategia politica, che contava sulle relazioni internazionali con altri regni.

Il dominio del re longobardo, iniziato nel 756, terminò nel 774 a causa dell’arrivo del re Carlo, sovrano dei Franchi, divenuto Magno il 25 dicembre 800, quando papa Leone III lo incoronò imperatore, fondando de facto l’Impero Carolingio.

Questo lavoro, che si preannuncia rigoroso e approfondito, farà parte della serie dei congressi programmati dal Comitato scientifico del “Centro italiano di Studi Longobardi”, che si occuperà della divulgazione degli studi e dei dati culturali, impegnandosi nel miglioramento della promozione turistica e nel segnalare questioni relative alla tutela e conservazione monumentale.

A testimoniare la serietà e l’importanza data al patrimonio longobardo in territorio bresciano, ieri l’assessore alla Cultura Andrea Arcai ha presieduto, a Roma, il Consiglio dell’associazione “Italia Longobardorum”, nel quale si sono definite le modalità di scelta dei nuovi soci per costituire l’assemblea dell’Associazione. La presentazione del CdA è stata accolta molto positivamente, tanto da pensare a Brescia come modello per altri siti Unesco.