BRESCIA – Il Consorzio Franciacorta ha un piano fino al 2015

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L’agricoltura bresciana è tra le più importanti del Paese e il biglietto da visita della sua qualità è rappresentato dalla vitivinicoltura di eccellenza. A tal proposito nei giorni scorsi si è tenuta l’annuale assemblea del Consorzio del Franciacorta che, interrogandosi sul futuro della propria produzione vitivinicola, ha approvato un piano produttivo 2012-15.

“Il successo del Franciacorta Docg, che si estende su una superficie di oltre 2.800 ettari con una produzione di quasi venti milioni di bottiglie all’anno – ha commentato il direttore di Coldiretti Mauro Donda – è sicuramente un patrimonio che va preservato e migliorato anche puntando a una crescita equilibrata di tutta la denominazione: dalla produzione alla commercializzazione, puntando a una giusta valorizzazione economica per tutti gli attori del sistema.

Non va, infatti, sottaciuto il fatto che in dieci anni la superficie vitata della Franciacorta è cresciuta del 150 per cento e senza l’adozione di misure idonee c’era il rischio concreto di compromettere un intero sistema, pur in presenza di un forte impulso imprenditoriale. Perciò – ha aggiunto Donda – per il Franciacorta Docg che sta continuando a crescere, e le bottiglie vendute annualmente sono in costante ascesa, è indispensabile che anche produzioni e stoccaggi crescano con ritmi analoghi. Altrimenti diventa reale il rischio di cedimenti e di vanificare il lavoro di promozione per una produzione che esporta ancora troppo poco rispetto agli sforzi portati avanti negli ultimi anni”.

In questo senso Coldiretti ha condiviso la necessità di una prospettiva pluriennale di programmazione del Franciacorta, puntando a un’equa distribuzione dei “sacrifici” su tutte le figure che fanno parte del Consorzio: viticoltori, vitivinicoltori, vinificatori e imbottigliatori. Da qui le richieste di Coldiretti al Consorzio di Tutela per adottare da subito un contenimento delle produzioni 2012 di uva in campo e un parallelo abbassamento delle rese in mosto in fase di pigiatura. Quanto invece alle previsioni di contenere l’entrata in produzione di Franciacorta Docg dai nuovi impianti di età inferiore ai quattro anni, è stata considerata la richiesta di Coldiretti di non ingessare il sistema, dando la possibilità di rivedere le restrizioni sui vigneti giovani, così come quelle su rese e produzioni – qualora se ne verifichino le condizioni – anche prima del completamento del piano 2012-15 approvato ieri dall’assemblea.

Va detto che la misura sui nuovi impianti si propone di ottenere dei risultati anche per ciò che riguarda la qualità dei prodotti. Nel frattempo Coldiretti ha chiesto l’impegno del Consorzio, delle altre organizzazioni agricole e della Camera di Commercio per l’immediata definizione di un accordo sul prezzo minimo delle uve Franciacorta che tenga conto delle restrizioni produttive adottate sui vigneti e della necessità di dare alcune certezze ai produttori di uve, non solo per l’annata in corso ma per l’intera durata del Piano quadriennale.