Spending review, questo sconosciuto

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Temo che dovremo imparare un altro di questi termini inglesi o – meglio – che continuano a propinarci in lingua inglese ma che, in realtà, esiste anche nella nostra lingua madre e si chiama revisione della spesa, in questo caso la spesa pubblica.

Si stanno dando da fare per recuperare 4/5 miliardi di euro per scongiurare l’aumento dell’iva a ottobre che, tanto, si farà lo stesso. A me stupisce che di revisione della spesa si parli solo ora.

E per capire il mio “candido stupore” rifarei un po’ di “storia breve” del governo Monti. Tale governo “tecnico” fu insediato su insistenza dell’Europa dal Presidente della Repubblica nel tentativo di recuperare un po’ di credibilità sui mercati dopo le “disavventure” boccaccesche del Cav, portate sulla bocca di tutti dei media nazionali.

Il tentativo ha retto per qualche tempo. Ci siamo bevuti la storia del “SalvaItalia” prima e del “CresciItalia” poi. Ci hanno fatto credere che “le liberalizzazioni” avrebbero generato clamorosi risparmi e creato posti di lavoro, che l’inasprimento dei controlli contro “gli evasori forzati” avrebbe generato il virtuoso circolo del “pagare tutti per pagare meno”, che i compensi dei parlamentari sarebbero stati portati a livello di quelli europei.

Tutte chiacchiere. Sono passati sette/otto mesi e siamo al punto di partenza. Sempre alla ricerca disperata di soldi per tappare i buchi, mentre per farlo bisognava attivare lo “spending reviw” prima di ogni altro intervento. Invece le famose dismissioni del patrimonio immobiliare dello stato sono lettera morta.

La politica ci costa 27 euro per abitante contro gli otto della Germania, i sette della Francia, i quattro dell’Olanda e i due e mezzo della Spagna, arrotondando naturalmente. I partiti politici non accennano minimamente a riformarsi rinunciando ai contributi pubblici, mentre i suicidi di artigiani, piccoli imprenditori, lavoratori rimasti senza lavoro sono all’ordine del giorno.

I politici, da destra a sinistra, irridono Grillo e l’antipolitica, come se tali fenomeni fossero indipendenti dalla loro capacità di creare consenso e conquistare un rapporto fiduciario che si sta irrimediabilmente sfilacciando.

Quando lo capiranno?