BRESCIA – Telesoccorso 2011, chiedono più aiuto le donne. Domina la Valtrompia

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Donna, vedova e parzialmente autosufficiente. E’ il ritratto dell’utente tipo del servizio di telesoccorso che una novantina di Comuni associati ad ACB (l’associazione dei Comuni bresciani) hanno attivato per i loro cittadini, telesoccorso gestito per il tramite del sodalizio e affidato a Tesan Spa di Vicenza.

E’ stata presentata nei giorni scorsi la relazione relativa alla gestione del telesoccorso 2011, contenente dati significativi sulle tipologie di utenza attivata e sugli allarmi ricevuti. Il numero complessivo di utenti attivi al 31 dicembre è di 612. Da marzo 2011, considerando, il periodo di erogazione del servizio a regime, l’utenza ha registrato una crescita del 4,3%. Dal punto di vista della distribuzione dell’utenza a livello dei diversi Distretti socio sanitari interessati, il n. 4 della Valtrompia risulta caratterizzato dalla massima penetrazione del servizio: 1,55 utenti ogni 1000 abitanti.

Seguono il n. 3 di Brescia Est (1,21 utenti/1000 abitanti) e il n. 6 del Sebino (1,11 utenti/1000 abitanti). I distretti 10 della Bassa Bresciana Orientale e l’11 del Garda sono al contrario quelli con minore penetrazione del servizio (rispettivamente di 0,09 utenti/1000 abitanti e 0,16 utenti/1000 abitanti). In relazione alla dimensione complessiva dell’utenza, il gruppo di utenti più numeroso corrisponde alla fascia d’età tra gli 85 e gli 89 anni (33,3%). Segue il gruppo degli utenti con età tra gli 80 e gli 84 anni (29,9%).

In complesso, la fascia di età compresa tra gli 80 e gli 89 anni copre circa il 63% dell’utenza totale e il 77% dell’utenza supera gli 80 anni. I dati rilevati dipingono un’immagine dell’utenza che vede una marcata preponderanza di donne(533, cioè l’87,1%), in netta maggioranza vedovi (esattamente 470, e cioè il 76,8%) e in stato di parziale autosufficienza (539 utenti, equivalente all’88,1%). L’indagine tocca anche  le cause della disattivazione del servizio, che nel 33,3% dei casi sono da collegare al decesso, nel 25% e nel 24% al ricovero in strutture e al cambio di assistenza (legato solitamente  all’arrivo in famiglia di un’assistente famigliare).

Per quanto attiene alle casistiche di allarme vere e proprie, va riferito che su 28.296 chiamate telefoniche, arrivate al Centro Servizi H24 di Tesan spa nel 2011, solo 152 sono state codificate come allarmi significativi: 98 allarmi sanitari, 41 sociali e 13 psicologici. Dei sanitari (cadute e patologie) solo in 22 casi è stato previsto il ricovero degli utenti nelle strutture ospedaliere: negli altri casi, l’utente è stato soccorso al proprio domicilio dalla rete di aiuto informale senza ricorso ai soccorritori istituzionali.

Contestualmente  al telesoccorso, gli operatori, con frequenza settimanale, hanno continuato la loro attività di telecontrollo, contattando e monitorando le utenze, testando la funzionalità del dispositivo di allarme e al tempo stesso mantenendo vivi e concreti i contatti con gli anziani.