MILANO – Le Mpi tengono il mercato lombardo con i contratti fissi

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Le medie e piccole imprese sostengono il mercato del lavoro regionale: questa è in sintesi la conclusione cui è giunto l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia in un suo studio redatto mentre proseguono le audizioni sulla Riforma del Lavoro.

La Regione è infatti in testa alle classifiche nazionali per numero di contratti a tempo indeterminato sul totale per i dipendenti: ben nove su dieci. I quasi 3 milioni di lavoratori lombardi che hanno questo contratto rappresentano oltretutto il 69,4% del totale degli occupati, vale a dire che nella nostra regione quasi 7 lavoratori su 10 lavorano con un contratto a tempo indeterminato, mentre sono poco più di 330 mila i dipendenti a tempo determinato. I lavoratori indipendenti lombardi, infine, sfiorano il milione di unità, 977.500 per l’esattezza, pari al 22,9% degli occupati.

Il presidente della Confartigianato di Brescia Eugenio Massetti, nel commentare i dati elaborati dall’Osservatorio sul mercato del lavoro, sottolinea che “questi elementi conoscitivi confermano quanto noi già sappiamo: l’artigianato e le micro imprese considerano la risorsa umana come un valore assoluto e giocano un ruolo da protagoniste nel mantenimento dei livelli di occupazione con contratti di lavoro permanenti. Noi siamo quelli che più di tutti assumono a tempo indeterminato, che usano il lavoro interinale e a progetto quando serve e dove serve, che fanno un uso maggiore del contratto di apprendistato. In altre parole, la flessibilità in entrata è usata dalle nostre imprese quando e perché serve”.

Infatti, a Brescia, delle assunzioni non stagionali previste nel 2011, il 67,6% prevedevano forme contrattuali permanenti, quali l’apprendistato e il contratto a tempo indeterminato tra le micro e piccole imprese, mentre d’altra parte solo il 51,3% delle imprese con oltre cinquanta addetti prevedeva di utilizzare il medesimo contratto. Nel complesso le assunzioni permanenti rappresentano il 61,5% delle assunzioni non stagionali complessive tra le imprese. Gli ultimi dati disponibili indicano che sono occupati nelle aziende artigiane 5.509 apprendisti che rappresentano il 34,7% del totale dell’apprendistato.

Guardando alla classe dimensionale delle imprese, sono quelle con meno di 50 addetti a far registrare una maggior quota di contratti di apprendistato (1.100, ovvero 12% del totale), mentre oltre i 50 dipendenti la cifra cala a 330, ossia il 5,9%. Il presidente Massetti, facendo riferimento al dibattito sulla Riforma in corso, ribadisce che “noi troviamo sbagliato, all’interno della proposta di riforma, tutto ciò che ingessa il mercato del lavoro. Concretamente: non va trasformata la lotta alle false partite Iva in una lotta alle partite Iva tout court. Inoltre, sono sbagliate le norme che aumentano il costo dell’apprendistato e quelle che impongono una stabilizzazione: la nuova riforma non può essere penalizzante per le micro imprese altrimenti si corre il rischio, non modificando alcune cose, di assistere a una riduzione del lavoro contrattualizzato alimentando il nero, cosa che noi non vogliamo”.

I DATI DELL’OSSERVATORIO MPI