SAREZZO – “Primo Levi” al San Faustino per “Emporio Edelweiss”

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Il laboratorio teatrale dell’istituto superiore “Primo Levi” presenta per domani, venerdì 27, e sabato 28 aprile alle ore 20,45 al teatro San Faustino, lo spettacolo “Emporio Edelweiss – un giallo tirolese dai riflessi rosa e neri” scritto da Giulio Forbitti per la regia di Guido Uberti. Il testo è una commedia brillante, scritta su indicazione e con il contributo del gruppo; la rappresentazione, che gode della esperta regia di Uberti attualmente a fianco del teatro Telaio di Brescia, è il frutto di un lungo periodo di lavoro in cui lavorano, con profonde finalità socio-educative, gli allievi dell’istituto e diversi ragazzi diversamente abili della Valtrompia, oltre ad alcuni ex allievi e collaboratori.

L'istituto Primo Levi

Appare quasi superfluo ricordare i numerosi obiettivi di questa attività ormai entrata tra quelle più conosciute e apprezzate della valle, a testimonianza di una presenza scolastica che sa dialogare con le istituzioni del territorio e raccogliere intorno a sé le migliori risorse umane del presente e del passato, nonché, quelle del futuro. “Speranza” e “Futuro” sono le due parole che vivono oggi la crisi più profonda ed estrema necessità.

Le finalità del progetto di questo laboratorio teatrale sono diverse: l’integrazione tra i giovani diversi per abilità e sviluppo, ma tutti uguali nel bisogno di crescere, cooperare e relazionarsi; il dialogo e il rispetto tra le generazioni e le culture diverse; la presa di coscienza dei giovani delle proprie potenzialità e dei propri limiti, l’assunzione di responsabilità nel prendersi cura di sé e degli altri, nel perseguire, attraverso il successo comune, la personale gratificazione; la ricerca di sempre più autentiche e vive forme di comunicazione e di espressione.

Il lavoro di quest’anno è un “giallo” atipico, lontano dalla nevrosi delle metropoli, un giallo frizzante, divertente, ma venato di inquietudine e mistero, il mistero magico e ambiguo della natura e dei sentimenti essenziali, come l’amore, l’odio e la paura. Ed è la paura che si insinua anche nei cuori più puri e più semplici, la paura di non vedere il confine che separa il gioco dalla colpa, la fantasia dal delitto, il sospetto e il timore dalla presenza del male. C’è una sola morale in questo sottile intreccio di umane ricchezze e di ancor più umane miserie: impariamo a cercare l’amore, vederlo e a trovarlo. L’ingresso è libero.