VALTROMPIA – Festa del 25 aprile. Sonclino e altri raduni dell’Anpi

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Dall’8 settembre 1943 al maggio 1945 l’Italia attraversa quel periodo storico denominato Resistenza Italiana o Resistenza Partigiana. Guerra civile tra fascisti e anti-fascisti o Insurrezione Popolare, come la si vuole chiamare, la Resistenza è stata la lotta per la liberazione dell’Italia compiuta dai partigiani.

Sonclino

La scelta di celebrare la fine di quel periodo con il 25 aprile 1945 fa riferimento alla data dell’appello diramato dal CLNAI per l’insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano dell’Alta Italia. Domani, mercoledì 25 aprile, molti paesi celebreranno la ricorrenza di quella data, che per molti ha segnato la fine della seconda guerra mondiale in Italia.

Molte le commemorazioni che si svolgeranno durante la giornata. In Valtrompia, sui monti di Marcheno, domenica 22 aprile, come ogni anno, si è svolto l’anniversario della battaglia del Sonclino (in ricordo dell’accadimento del 19 aprile 1945).

L’evento che ogni anno si ripete è la celebrazione e il ricordo di un fatto storico, testimonianza della resistenza e della guerra vissuta dalla Valtrompia. Il 14 marzo il prete di Sarezzo Don Angelo Pozzi viene arrestato per aver aiutato i partigiani. In aprile molti militari fuggono dalle caserme fasciste e si rifugiano con i partigiani sui monti.

Il 19 aprile, sul Sonclino avviene l’ultima e cruenta battaglia tra partigiani e nazifascisti. I soldati della Brigata Nera Tognù e altri fascisti, circa 500, della zona di Brescia con l’aiuto dei tedeschi circondano la zona montuosa dove si trovano i partigiani, circa cento.

Gli uomini guidati da Giuseppe Gheda riescono a respingere l’attacco, inizialmente, ma verso le 9 i fascisti attaccano di nuovo, Gheda è colpito e muore altri partigiani sono costretti a ritirarsi e diciassette sono fatti prigionieri.

Due sono uccisi sul posto, sei fucilati a Campo di Gallo, tre fucilati ad Alone di Casto. Nella Piazza di Sarezzo soldati tedeschi si piazzano con mitragliatrici, la strada è deserta e tutti si rifugiano in casa. Due giovani, Aldo Ravelli e Franco Mattanza scendono in strada, disarmano il soldato tedesco e fuggono su un’auto, Giovanni Bianchetti, detto “Gioanì de la Sgarzina”, affronta i soldati gridando: “L’è finida. La guerra è finita. Andatevene”. I tedeschi scappano.

Alcuni sono catturati e fatti prigionieri nelle “calchere” di Sarezzo, altri fuggono e si rifugiano in Argentina.
La commemorazione della Battaglia del Soclino è avvenuta domenica 19 aprile, giorno della ricorrenza, un’esibizione del “Treatro”  ha ricostruito e rappresentato la vicenda.

Giuseppe Gheda, Battista Zecchini, Giuseppe Aiardi, Carlo Ricotti, Cesare Pettarini, Guerino Bergamini, Angelo Chiminelli, Ruggero Gridelli, Carlo Bernardoni, Giuseppe Calamani, Rodolfo Bestetti, Giovanni Gelmini, Nello Castellani, Benito Canossa, Pietro Verucchi, Leopoldo Montanucci, Angelo Dagrada e Gianbattista Sacco sono i nomi dei caduti durante la Battaglia del Sonclino.

Quest’anno la celebrazione non è avvenuta al Cippo dei Partigiani, ma in località Campo Gallo, il luogo è, infatti, più accessibile in automobile, in questo modo è stata resa possibile la presenza di anziani partigiani, tra cui Lino Pedroni, ex presidente dell’Anpi.