LUMEZZANE – La Bottega di Pertica Bassa in Avogadro. Legno in mostra

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Nell’ambito delle iniziative previste dalla rassegna valgobbina “Apriti Libro” e per la XIV Settimana della Cultura, domenica 22 aprile alle ore 18 nella torre Avogadro sarà inaugurata una mostra degli scultori del legno e della Bottega di Pertica Bassa con Gianluigi Zambelli. Dalle 14 alle 18 all’esterno dell’edificio storico ci sarà anche una manifestazione di scultura con la costruzione di un leggio che verrà messo nella biblioteca “Felice Saleri”. L’esposizione rimarrà aperta fino al 6 maggio.

Per spiegare chi arriverà a Lumezzane, la Bottega di Scultura di Pertica Bassa è un’associazione di artisti-scultori-intagliatori del legno, che inizia la sua attività istituzionale, proponendosi in simposi, mostre e corsi d’apprendimento, nel 2007 a Ono Degno, in provincia di Brescia. Le risorse artistiche e culturali (i frutti della riflessione nel tempo della simultaneità e della velocità comunicativa) si rivelano sempre più una leva per una creazione di valore di sistema, alimentando le identità di una comunità. La rilevanza strategica della conoscenza artistica (in questo caso lignea) è fonte di comportamenti (sociali ed associativi) per migliorare la qualità del capitale umano e relazionale, oltre che dell’ambiente fisico, cognitivo, simbolico.

Associarsi e produrre beni culturali sono fattori co-generativi di un mondo dove, accanto ai tradizionali luoghi deputati alla fruizione e alla trasmissione dell’arte (biblioteche, musei, collezioni, gallerie, ecc.) vi sono “altri luoghi” capaci di sprigionare nuove idee, gusti estetici e idealità. Sono luoghi associativi che auto-creano e auto-organizzano una loro contestualità, un loro modo di essere, ponendo in relazione diretta artisti e fruitori verso una produzione di manufatti con fondamenti artistico-creativi tali da costituire “vere opere relazionali”. Obiettivo della Bottega di scultura non è rappresentare i soggetti-oggetti, ma creare con essi una relazionalità, un’interazione con l’altro (il fruitore) e una reciprocità.

Nell’essere associazione-bottega e proporre arte visiva, plastica, essere vivo presente e prospettiva futura, coglie anche la sintesi culturale del suo passato. Pertica Bassa, nella fattispecie Levrange, è stata all’origine, con la famiglia Pialorsi detti Boscaì, di un passato periodo artistico, centrato sull’intaglio ligneo. Provenendo da quei luoghi e in sintonia di intenti e idealità, è una tradizione d’arte lignea che può continuare nel tempo, essere tramandata. Infatti, il passato periodo barocco è testimone di un largo fiorire, in Val Pertica soprattutto (ma anche nelle valli e altre bresciane) di autentici artisti dello scalpello, oltre che per l’abbondante presenza della materia prima, anche per la naturale propensione (propria dei montanari) a ricavare dal legno numerosi e svariati oggetti: dagli strumenti di lavoro alle suppellettili per la casa, agli arredi profani e sacri.

Il legno, materia duttile, semplice elemento, dall’agile scalpello guidato dalla mente, fa emergere forti messaggi, ideali simboli, plurime forme di creatività. Dalle cinquecentesche Vergini, dai volti materni, ai floreali trionfi e ai tripudi di putti delle ricche soase delle chiese, la Valsabbia offre al Sillabo artistico una numerosa schiera di interpreti: dai Pialorsi di Levrange ai Bonomi di Avenone, ai Ginamni ed Ebenestelli di Vestone ai Bertoli di Prato, agli Arici di Mura e altri come il trentino Baldassar Vecchi.

Sorgono le “botteghe d’arte”, scuole di intaglio ligneo. Dalla storia passata a quella  presente, la connessione è chiara: il rifiorire di un’arte è legato alla trasmissione dei saperi di quell’arte stessa. Creare, sviluppare, incentivare “botteghe”, come “scuole”, è l’elemento da sottolineare, è acquisizione altamente sociale, ricca di meriti e significati. Dove vi è un “maestro d’arte” vi sono alunni che apprendono, crescono nell’espressività, nella tecnica, nella capacità interpretativa di un mondo esteriore, ma spesso e approfonditamente interiore.