ANFO – La Rocca rimane chiusa. Non ci sono soldi per la sicurezza

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La Rocca d’Anfo fu retta nel XV secolo dalla Repubblica di Venezia. I suoi 50 ettari di superficie sono stati ritoccati, da ingegneri di Napoleone prima e da tecnici italiani poi. Nel 1918 il Trentino passò all’Italia e la sua funzione di posto di guardia del confine con Trento venne meno.

Nel 1860 diventò una caserma per l’esercito italiano ed era utilizzata anche come polveriere. Nel 1975 venne dimessa e restò sotto il controllo del Ministero della Difesa fino al 1992.

La funzione e il ruolo della Rocca mutarono nel 2005 quando venne dato il permesso al Comune e alla Comunità montana della Valsabbia di ristrutturare e sistemare 500 mila metri quadrati di territorio attorno alla Rocca.

Dall’apertura al pubblico, avvenuta nel maggio 2007, la Rocca è stato un importante punto di riferimento per la valle, un sito visitato da molti turisti, sono stati contati circa 15 mila visitatori dalla data dell’apertura fino a luglio 2011 quando un’ordinanza del sindaco chiuse l’accesso al pubblico, un provvedimento ancora attivo.

Nel 2011 il primo cittadino Giampietro Mabellini, a pochi mesi dalla sua elezione, si è visto costretto a chiuderla in seguito alla caduta di alcuni massi. La situazione è stata giudicata pericolosa nonostante sia il simbolo del patrimonio storico e artistico della Valsabbia.

I geologi hanno rilevato tre punti critici, dichiarati pericolosi e da sistemare, due punti sul versante franoso sono stati sistemati e messi in sicurezza, resta escluso dai lavori di bonifica il terzo, ma non ci sono i soldi necessari alla bonifica.

Servono circa 400 mila euro, ma il Comune non ha i fondi necessari per intraprendere i lavori, proprio qui si concentra il problema ed è questo il nodo che non si riesce a sciogliere, la questione centrale che impedisce la riapertura della Rocca.

L’amministrazione ha fatto richiesta di acquisizione della Rocca come proprietà del Comune, a titolo gratuito, in seguito alla scadenza del contratto di locazione che garantiva ad Anfo e alla Comunità montana l’affitto della Rocca, richiesta difficile da concludere a fronte dell’assenza dei 400 mila euro necessari per la bonifica, questa carenza potrebbe pregiudicare l’acquisto.

Lunedì 23 aprile in Prefettura si svolgerà un incontro per discutere del futuro della Rocca, al momento i lavori per la messa in sicurezza sono ancora in attesa, si spera che l’incontro porti buone notizie per la sorte della Rocca.