VALTROMPIA – Ultime battute di “Proposta”. Teatro in tre nel weekend

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Il progetto teatrale “Proposta ’12” si avvia verso la conclusione con un’altra tre giorni di spettacoli. Domani, giovedì 19 aprile al teatro Odeon di Lumezzane (ore 21, ingresso gratuito) verrà presentato lo spettacolo “Liberi nel vento”, esito del laboratorio teatrale condotto dall’associazione “Treatro terrediconfine” nella Comunità Residenziale valgobbina a Media Assistenza CRM “Olimpia”.

L’attività è iniziata ispirandosi al libro di Jon Krakauer “Nelle terre estreme” che racconta la storia del nomade statunitense Christopher McCandless, tramite gli scritti del suo diario e i racconti delle persone che lo hanno conosciuto durante il suo viaggio verso l’Alaska (da cui è stato tratto anche il film “Into the wild”). Il punto di partenza è stato proprio questo: il viaggio, come scelta di vita, condizione esistenziale, ricerca di libertà, assoluta necessità per vivere.

Venerdì 20 aprile, invece, l’illustre ospite della serata in programma al teatro San Faustino di Sarezzo (ore 21, ingresso 5 euro) e realizzata anche con il contributo dell’Anpi provinciale di Brescia, è Simone Cristicchi, interprete dello spettacolo “Li Romani in Russia”  tratto dall’omonimo poema in versi di Elia Marcelli. Si tratta di un monologo dal forte impatto emotivo, che racconta la tragica Campagna di Russia del 1941-43 attraverso la voce di chi l’ha vissuta in prima persona, come in un ideale incontro tra il mondo delle borgate di Pasolini e le opere di Rigoni Stern e Bedeschi. Un teatro “civile” che non dimentica la lezione dei grandi esponenti del teatro di narrazione (Paolini, Celestini, Perrotta), ma si presenta “nuovo”, soprattutto nella forma, utilizzando la metrica dell’Ottava classica (quella delle grandi opere dell’epica) e il dialetto romanesco (la lingua del Belli), a rendere il racconto ancora più schietto e veritiero.

Il risultato è un affresco epico che non omette particolari crudi e rimossi dalla storia ufficiale (il luogo comune degli “italiani brava gente”), e che diviene quanto mai attuale in un’epoca di bombe intelligenti e guerre umanitarie. Simone Cristicchi, attore naturale e credibile, interpreta una nutrita galleria di grotteschi personaggi, raccontando con passione e coinvolgimento questa tragica epopea, in un monologo “corale” in cui trovano spazio anche momenti ironici e divertenti. Sul palcoscenico le disavventure di un gruppo di giovanissimi soldati della Divisione Torino, spediti a morire da Mussolini durante l’episodio più drammatico vissuto dall’esercito italiano nella seconda guerra mondiale.

Quella che la propaganda fascista presentava come una “passeggiata” si trasforma presto in tragedia: armi, abbigliamento e viveri insufficienti, inadeguati, ridicoli. Un esercito di straccioni e sbandati a cui rimangono solo fame, freddo, paura e il sapore di una disfatta: partono 220 mila ragazzi; sulla strada del ritorno dalla Russia ne resteranno circa 90 mila. Elia Marcelli è tra i pochi reduci che riportano a casa il dolore, la rabbia e il dovere di testimoniare la sua scomoda verità, raccontando la spedizione: la retorica religiosa della guerra giusta, l’addio a Roma, il lungo viaggio a piedi, i combattimenti, l’arrivo del Generale Inverno, il nemico; la solidarietà del popolo russo e l’egoismo assoluto dei soldati che rende l’uomo simile alla bestia; il rispetto del proprio dovere, la ritirata, la disfatta; la morte.

Un capitolo della storia che riguarda tutti gli italiani. Domenica 22 aprile, infine, per chiudere il weekend, è in programma il terzo appuntamento della mini rassegna per bambini “Storie nella… Storia!!! – Spettacoli pomeridiani nei luoghi della memoria”, promossa dal Sibca della Valtrompia. Lo spettacolo in calendario è “Le forbici di Andersen”, che si terrà presso il Borgo del Maglio di Ome (ore 17, ingresso gratuito). Andersen ritagliava figure dalla carta, sagome o disegni che prendevano vita dal nulla, richiamate alla realtà dallo scrittore che già intravedeva le loro possibilità creative.

Le figurine venivano da lui mosse in un teatrino dove quasi godevano di vita autonoma, diventando i personaggi cardine della nuova fiaba.  Un attore rappresenta sulla scena Andersen e ne ripercorre l’esperienza creativa, muovendo la sagoma di una ballerina che brucia, ritagliando il profilo di una vera principessa e tessendo i fili invisibili dei vestiti dell’imperatore. Ogni storia, “Il soldatino di stagno”, ”La principessa sul pisello”, “Il piccolo e il grande Claus” e “I vestiti nuovi dell’Imperatore”, ruota attorno a una narrazione in cui musiche, luci ed oggetti portano il pubblico a confrontarsi contemporaneamente con il gioco della lettura e del teatro.