BRESCIA – Riforma lavoro senza agricoltori. Protesta Coldiretti

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“E’ incomprensibile il motivo per cui le rappresentanze del mondo agricolo non siano state invitate al tavolo della riforma convocato dal governo, considerato che, oltre ai titolari autonomi, il settore occupa oltre 1,2 milioni di lavoratori dipendenti”.

E’ quanto sostiene il presidente di Coldiretti Brescia Ettore Prandini, rimarcando che “siamo di fronte a un’inspiegabile disattenzione nei confronti di un settore come quello agroalimentare che risulta essere una delle poche leve competitive di cui il Paese dispone per iniziare la risalita dal periodo di criticità che stà attraversando. Il confronto con il mondo agricolo – prosegue Prandini – ha da sempre prodotto frutti positivi ed anche in questa occasione, dove si parla di riforma epocale, avrebbe contribuito nella forma e nel contenuto a dare ‘linfa nuova’ a un settore che esprime indiscutibili peculiarità e quindi in grado di offrire opportunità di lavoro in particolar modo a tanti giovani ora disoccupati”.

E ci sono anche osservazioni critiche sulla possibile rivisitazione del lavoro accessorio, cioè la regolazione del rapporto di lavoro con studenti e pensionati tramite i voucher: le linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali fanno prevedere la corresponsione di un voucher su base oraria e una presunta limitazione delle attuali casistiche che restringerebbero le opportunità per il settore agricolo. “Come è possibile proporre una riforma che modifica il regime dei buoni lavoro senza alcuna preventiva nostra consultazione? Il voucher è di fatto stato istituito in via sperimentale in occasione della vendemmia 2008 e nel settore agricolo ha trovato la sua prima affermazione, raggiungendo l’attuale soglia del 25% del totale degli utilizzi”.

Preoccupa anche il possibile intervento restrittivo nei confronti dei rapporti di lavoro a tempo determinato, “che in agricoltura rappresentano un’elevata percentuale degli occupati, considerate le dinamiche di carattere stagionale che contraddistinguono la maggior parte delle attività del comparto.

“L’auspicio – conclude il presidente – è che nel prosieguo dei lavori che porteranno alla definitiva approvazione del provvedimento, il Governo ponga rimedio – come già promesso dal ministro Mario Catania –  a questa ‘dimenticanza’, convocando al tavolo di confronto anche le rappresentanze del mondo agricolo”.